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Scritta da: Hypomone

Sentieri di cielo

Nel bel mezzo dell'oceano
crebbe una musica nuova che smosse la candela,
eri di fatto la fiamma ultima prima della terra
timidamente esposta sull'inondata roccia.
Il tuo jazz finì nel mio bicchiere
per nulla rinfrescate come fu l'aria folle
racchiusa in una leggera brezza stellata.
In quell'alito la ragione ci insegnò l'amore
nel nostro desolante rincorrere spazi di corallo,
angoli visibilmente erosi dalla premura
come solo la speranza sa sfiorare l'onda
mi sedetti mirando la punta di una vela
toccare sentieri di cielo sconosciuti.
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    Scritta da: Hypomone

    L'orchidea

    Si apre il mattino e squarcia l'incanto
    sopra questo cortile di pietra,
    dove primogenita e fonte
    la brezza notturna evapora
    come i sogni,
    lasciando questo cielo plumbeo
    fatto di mistero
    come fosse nel grembo di una madre.
    L'orchidea e il suo spirito
    nutre l'occhio
    nell'eco di mezzo dì
    e si trasforma in domanda,
    la cui risposta sazia
    i commensali del tempo perduto.
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      Scritta da: Hypomone

      Innocente

      Dai luoghi più impervi (il divano di casa)
      ho rivisto la vita
      risuscitare dal suo fango
      l'amore inteso al nostro
      che simile a quello del mondo,
      dalla parvenza immortale,
      si volse al mio sguardo
      ch'era fatto solo d'ombre.
      Talvolta ho vissuto preda dei giorni,
      tu ne fosti vittima per anni
      sino a perdere totalmente il senno.
      Io di certo non sono d'animo leggero, forse solo velatamente innocente,
      e saprei raccontarti le storie più false
      di quelle che presumi vere.
      Composta martedì 26 aprile 2011
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        Scritta da: Hypomone

        Terre senza luoghi

        Portami sulla vela
        che taglia l'inconscio
        come l'uccello moribondo
        tagliò il libeccio,
        depredami dunque da ogni riva
        poiché l'attimo di stasi
        che desideravi mi ancorasse
        preda dei coralli
        ha preso il largo,
        sfiorando le isole Cicladi
        divenne coda d'ali
        e strumento di plauso
        agli echi del cielo,
        quell'incondizionato volo
        sull'incolto odore di terra
        che talvolta non ha luoghi.

        Se mi sarà data morte,
        vorrei fossi l'ombra che s'arresta
        sulla picchiata dell'esule
        che mira,
        il semplice colore
        del fiore che digiuna,
        sul feretro
        d'una terra senza nome.
        Composta sabato 28 novembre 2009
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