Le migliori poesie di Vincenzo D'Urso

Studente, nato mercoledì 4 settembre 1991 a Napoli (Italia)

Scritta da: Vincenzo D.

Parole Aperte

È difficile rimanere integri,
non spezzarsi.

Vita di fili,
salvati a braccia conserte.
Non posso immaginare
un cammino senza ricordi che
soffocano le ragnatele,
fili delicati d'innocenza.

Colmo gli echi rumorosi,
emozioni lussuriose del vento.
A parole aperte,
penetro lo sciupare del tempo.

Burattini incatenati,
non emettono suono.
A parole aperte,
un amore tende il filo che
si tiene più stretto d'un fratello.

Estirpo il dolore,
mentre cala la notte.
A parole aperte,
l'alba calerà in tramonto che
ghermirà le tue mani.

Scappo ora.
A parole aperte,
mi tenti nel sano suicidio.

Chiudo gli occhi,
perdo il controllo.
Smarrisco il mio sangue,
nel tuo corpo.

A parole aperte,
viaggio in frammentati schermi,
in folle ecstasy lussuriosa
nata dalla parola amore,
sotto il segno del sangue.

L'oscuro figlio della luna,
attende a parole aperte,
l'ultimo cuore che pulsa,
amplifica, rende plurale
la soffocata pena.
Vincenzo D'Urso
Composta lunedì 9 maggio 2011
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    Scritta da: Vincenzo D.

    Zoo

    Scalare,
    senza gradini.

    Arrampicarsi senza scivolare,
    è acqua che defluisce nella salita,
    non passa inosservata,
    che tu abbia timore della gabbia,
    o del baratro di fauci in cui logorare.

    Anormali animali
    prendono il mio posto,
    sentimenti raccolti in musica.

    La paura impone
    ossa che
    plasmano costole
    del nulla.

    Al termine
    quel salire,
    è solo compassione
    dell'incessante desiderare,
    una luce imprigionata
    in questa vita troppo rumorosa.
    Vincenzo D'Urso
    Composta martedì 6 settembre 2011
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