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Scritta da: Antonietta
Le ali mozzate
dall'ascia affilata
con pazienza dalla mola del tempo
impediscono
all'aquila in te
di volare.

Penosi tentativi
fanno boccheggiare
il rapace
che ricomposto
atteggia
l'ancestrale
posa austera.

È convinto
fermamente
che volare
rimane
la sua aspirazione
attuabile
se lo volesse.

Intanto muore.
il giorno
la notte
il volo
l'ideale.
Depenna il corpo
nell'apatia dell'esistere.
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    Scritta da: Antonietta
    La costa stanca
    del vociare estivo
    abbandona la luce abbagliante
    e veste l'odore nostalgico
    di ocre arancio
    sempre più ocra
    scendendo a sud.

    Sferza il vento
    cielo e terra
    sventando sacche d'acqua
    cariche dell'ozio d'agosto
    per il mare bruno che scava
    con le sue onde alte
    la sera e i siti umani
    s
    estivi
    sbrindellando
    ricordi e anffratti
    annidati numerosi
    nel profilo frastagliato.

    È il settembre jonico
    col suo temperamento
    sanguigno, umorale e breve.

    La furia
    ridonando il litorale
    rientranelle viscere e va placandosi
    correndo gli scollinamenti
    fino all'ultimo sbuffo
    ormai domo
    sull'azzeramento a riva.
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