Poesie di Vera Somerova

Nato a Brno (Repubblica Ceca)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Umorismo.

Scritta da: Vera Somerova

La televisione uccide

"La televisione uccide l'intelletto"
disse la signora Tina
mescolando la salsa di pomodoro...
"Eh già..."
rispose il signor Pino
grattandosi, distrattamente, il capoccione
perché lui aveva proprio un capoccione
non una testa qualsiasi
quasi un globo
tondo
pelato
lucido.
Sudava, il signor Pino,
sudava come un maiale.
"Sudi come un maiale"
mormorò la signora Tina
o, meglio, bofonchiò
sotto i baffi
perché la signora Tina aveva i baffi
non proprio da gendarme
ma ci si avvicinava...
"E spegni quello schifo, è una vergogna"
La vergogna era una ballerina
mezza nuda
tutta cosce, tette e culo
e la signora Tina
non sopportava proprio
che quel deficiente di suo marito
sbavasse per cinquanta chili di carne
fasciati da due scampoli
di volgare stoffa colorata.
A me tanto schifo non sembra
pensava il signor Pino
tenendo ben serrate le labbra
per non farsi sfuggire neanche
un suono di approvazione,
peggio: un lamento di piacere...
E che piacere...
I cinquanta chili si muovevano
sinuosamente sul palco
mostrando generosamente
il mostrabile...
ed il dolce ondulare delle chiappe
portava il signor Pino in paradiso
d'immaginazione
di poter
magari
avere
la possibilità
ancora
ancora
di toccare
sfiorare
amare
penetrare
dare
avere
avere...
Un'erezione...
Ecco... ci siamo quasi
Forse questa volta...
"Sudi come un maiale"
borbottò il sugo di pomodoro
"... e spegni quella cosa, scimunito!"
"... la televisione uccide l'intelletto!"
... la televisione uccide...
... la televisione uccide...

Forse era meglio spegnerla
pensò il signor Pino
osservando la televisione
sul pavimento
rotta...
silenziosa...
senza la ballerina
ma con il sugo di pomodoro
ed i cento chili
della signora Tina
sotto...
Silenziosi,
stranamente...
Forse era meglio...
sorrise il signor Pino...
Accarezzandosi...
La sua più grossa erezione.
Vera Somerova
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    Scritta da: Vera Somerova

    Ascoltami

    Ascoltami!
    Ascolta la mia voce disperata
    Ascoltami!
    Apri il tuo cuore da pirata
    Ascoltami!
    E verso di me tendi le tue mani
    Ascoltami!
    Sono io la tua donna del domani
    Ascoltami!
    E se non me, odi la voce del vento
    Ascoltalo!
    Ti parlerà del mio tormento
    Ascoltami!
    e se non me, senti che dice la luna
    Ascoltala!
    Ti parlerà di una laguna
    dove avrei voluto affogare me stessa
    I giorni passano
    ma la mia pena non cessa
    Ascoltami!
    Io ero il vento, il sole, la luna
    Ascoltami!
    Io ero la stella, la dea Fortuna
    Una donna felice,
    solare ed appagata,
    la maga Circe
    una donna adorata
    Ascoltami!
    E che il mio urlo sconvolgente
    non solo a me laceri la mente...
    Vera Somerova
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      Scritta da: Vera Somerova

      Ti credevo immortale

      Ti credevo immortale,
      eterno...
      E ti sbeffeggiavo
      quando mi elencavi
      i tuoi amici morti.
      E non credevo
      ai tuoi acciacchi,
      ai tuoi mal di schiena...
      Tu, un olmo!
      Tu, roccia!
      Tu,
      dall'appetito prepotente:
      mangiavi la vita
      a grasse cucchiaiate.
      Ti credevo eterno!
      E mi tappavo le orecchie
      al tuo filosofeggiare
      beffardo:
      "cosa ti rimarrà di me?"
      Ridevo, io,
      immagine di te,
      da te generata...
      Ridevo nella certezza
      della tua immortalità...
      Perché per dimostrarmi
      che non lo eri
      dovevi morire?
      Vera Somerova
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        Scritta da: Vera Somerova

        Mi hai mangiata

        Volevi mangiarti la mia vita
        come se fosse una patata...
        e quando non l'hai digerita
        nel cesso l'hai vomitata...
        Ma non ti sei arreso...
        hai voluto un panino!
        L'eterno incompreso...
        tu... l'uomo bambino...
        E le montagne di gelato
        da solo avresti scalato
        per poi sentirti realizzato
        dentro un whisky stagionato...
        E mi hai morsa e divorata
        a quattro venti sbandierata...
        E mi bramavi...
        Mi esibivi...
        E mi volevi
        e mi hai avuta...
        E mi dicevi:
        "Hai la bocca di frutta"...
        Ma chi sei?...
        Un supermercato?
        Sei delicato
        come un carro armato!
        E mi hai mangiata
        e mi hai posseduta
        e mi hai amata
        e mi hai venduta...
        Tu, Giuda traditore!
        Mi hai donata,
        in un paio d'ore,
        al primo venuto...
        Al primo conquistatore...
        Vera Somerova
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          Scritta da: Vera Somerova

          L'ultima pesca

          Il mare è verde
          Oggi.
          Un battello arranca
          Stancamente
          Tra le onde.
          Vorrebbe fenderle
          fieramente
          Domarle
          con la forza
          della gioventù
          perduta da tempo
          Rosseggia la ruggine
          dello scafo
          popolato
          da alghe
          e molluschi.
          Il fumo sbuffa
          Lento
          Dipingendo
          Nuvole grigie
          Qua e là.
          Un marinaio
          uscito da una vecchia
          pellicola
          Scruta l'orizzonte
          Il sole è alto
          E neanche un soffio di vento
          "Dove andiamo, vecchio mio
          in questa bonaccia schifosa?
          Neanche un ghiozzo,
          entrerà nella rete..."
          La barca scricchiola
          come le ossa
          del suo capitano.
          Sul lato destro
          riposa una sirena
          dai lunghi capelli
          verdastri
          Mezza mangiata
          dalla salsedine
          Mollemente adagiata
          Con l'occhio privo di pupilla
          osserva la stesa d'acqua
          malinconicamente.
          "Canta, Sirena!
          Il tuo vecchio è di nuovo
          nel mare
          E dicevano che
          Non potevo...
          Non ero in grado...
          Vecchio...
          Privo di forze
          e buono solo
          per l'ospizio
          a giocare a scala quaranta
          con quei rimbambiti...
          E dicevano
          che tu
          eri ormai andata...
          Un ferro arrugginito
          Da rottamare...
          Ed invece
          scivoli tra le pieghe
          marine
          Tintinni di conchiglie,
          profumi di pesca...
          Canta, Sirena!
          Ammalia il mio cuore
          Di libertà
          Per l'ultima volta.
          Non è tempo per omelie
          Non è la fine di un vecchio
          Mi permettano,
          Signorie vostre,
          un'ultima pesca,
          un piatto di paranza
          e poi...
          Ve lo prometto
          vado a letto.
          Spengo la luna
          Mi copro
          con il cielo stellato...
          E domani
          Il carro del sole
          Tra lingue di fuoco
          Nella sua corsa eterna
          Canterà un requiem
          Soavemente."
          Vera Somerova
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