Poesie di Valeria Lo Cicero
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Gente pulita
Ho voglia di gente pulita
che pulisca anche me.
La mia anima è incrostata, umida, triste, sola.
Si piega in due il mio cuore, mentre i pensieri mollano la presa e cadono giù.
L'uomo è come un foglio di carta: più lo pieghi e più puoi infilartelo in tasca,
senza che nessuno se ne accorga,
senza che nessuno lo senta soffocare.
Tutto stropicciato,
leso dalle piaghe che l'hanno sopraffatto.
E poi piove.
Piove e si diventa una poltiglia,
inutile ed insensata.
Calpestata ed uccisa sino all'inivisbilità.
Vorrei che qualcuno mi riponesse in un cassetto,
distesa,
a profumarmi di legno.
Che mi tiri fuori per Natale e che mi riempia di sogni buoni e lacrime di speranza.
Le gocce sparse poi si asciugano e sprigionano profumo di occhi e di legno.
La gente pulita ti pulisce con l'acqua del cuore.
Il cuore di un bambino è la mia speranza.
Sono un mostro
Sono un mostro.
Ho gli occhi che sanguinano invisibilmente,
spenti nella loro trasparenza
e cupi di tristezza e rimorso.
Sono un mostro.
Le mie mani fredde tremano,
le mie dita storte si nascondono l'uno dietro l'altro.
Trascino il mio pesante corpo tra la folla
e il naso appiccico sui vetri come ricoperto di colla.
Sono un mostro.
I mie capelli sembrano canapa dura arrotolata
scolorita e appena estratta dal buco di un lavandino.
Sono un mostro.
Uccido tutto quello che incontro,
faccio appassire i fiori,
mangio i più bei colori,
rendo piatte le più belle curve della vita.
Sono un mostro, lo so.
Lasciatemi dormire.
Una... due... tre...
quante gocce ancora scenderanno
giù da questo viso segnato
dalla dolcezza e poi dall'amarezza
di un sogno che diventa incubo...
niente è più lo stesso, nessuno può capire
il laccio che mi stringe, la forza che mi lascia
il mondo che cade giù
come le gocce salate che si susseguono
in questo interminabile frammento di vita.
Dolce fluido
È inutile far finta di nulla,
evitare lo scoglio non basta,
prima o poi te lo ritroverai davanti.
Le lunghe passeggiate non saranno mai abbastanza
per estendere il tenero tempo della felicità,
guardare il riflesso sorridendo
non basterà per allietarsi
e quando quella lacrima involontaria scenderà
sarà perché un frammento di quella pietra oceanica
cerca di risalire.
E adesso che anche l'acqua salata è uscita,
probabilmente è ora che qualcuno emerga
per inondare la sorgente di dolce fluido.