Scritta da: Valeria

Forse la pioggia...

La felicità confonde
i colori,
e di notte gli odori divengono
tutti uguali.
Ma ad un tratto il cielo si strappa…
Forse la pioggia non farà più ricordare,
portandomi di nuovo ad amare;
forse la pioggia bagnerà le distanze,
cancellerà i rancori
e scioglierà i confini;
forse la pioggia ci condurrà ancora vicini.
Quando la solitudine slaccerà il nodo
nel petto,
la pioggia bagnerà l’amore
fino alla fine del respiro,
non ci sarà più da bere il vino
e ritorneremo di fronte
al nostro destino.
Valeria De Perini
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    Scritta da: Valeria

    Metallo liquido

    Perdono il silenzio,
    perdono una carezza che
    anelava a sostituire le parole,
    perdono il mio treno che
    deragliò
    dai binari della vita.
    Ma c'era qualcosa di forte
    e senza rete
    nei suoi occhi.
    Una sigaretta dopo l'altra
    e firmo l'aria con
    boccate di fumo.
    Un volto appare sul fondo del bicchiere
    troppe volte svuotato di fretta.
    Ma quale viso,
    quale nome,
    quale ricordo,
    se tutto fonde e confonde?
    E la realtà è metallo liquido
    in cui annego,
    labile sogno divorato da tarli
    dove annaspo,
    macchia sottile di te.
    Sfiancata dal silenzio creato,
    la malinconia prosciuga
    le energie positive.
    Si spegne un giorno per ricaricarsi
    e poi tutto ricomincerà,
    il mondo riprenderà a girare e forse
    anche a funzionare
    quando alla testa colpirà
    qualcosa di duro
    come l'amore...
    Valeria De Perini
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      Scritta da: Valeria

      L'amore non conviene

      Non sei fiorito di seta
      nelle mie acque.
      Tutto l'amore che non hai,
      e che non hai mai avuto,
      passa attraverso i miei giorni:
      resta solo una lama nel cuore
      e le dita ferite nel sale.
      Tra le nostalgie e le malinconie
      tutto mi parlerà di te
      mentre sei disteso qui,
      nudo,
      e sai di venerdì e di me.
      Ma l'amore non conviene
      quando si tratta di te:
      sei solo pioggia
      e baciami così.
      Che vita sei?
      Destino chiuso sarai!
      Tu,
      terra senza cielo,
      innamorato senza fiato!
      Domani,
      il vento asciugherà gli occhi
      e farà morire il ricordo
      che avrò di te.
      La poesia è stata soltanto nel cuore
      e non era la nostra soluzione.
      Ma avrei voluto un altro giorno soltanto
      per poterti ancora abbracciare.
      Valeria De Perini
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        Scritta da: Valeria

        Roma destino aperto

        Roma destino aperto
        Intrisa di delizioso dolore
        trovai riparo
        sotto la volta del tuo immenso cielo.
        Lupamadre,
        mi hai confortato
        mentre succhiavo il nettare della tua speranza
        io, figlia adottiva,
        poiché in te accogli
        ogni profugo di vita
        colorando le tue strade
        delle diverse preziosità del mondo.
        Ogni giorno pagai
        un desiderio a Trevi,
        culla azzurra dei sogni di tutte le genti
        ed unica testimone della sopravvissuta
        fantasia dell'umanità.
        Bernini ti scolpì
        trasformando il marmo
        in morbide figure che celebrano te
        in ogni piazza, fonte e chiesa.
        Il mondo ti porta venerato rispetto
        per il ricordo dell'ineguagliato impero che sei stata
        e per il culto di cui sei dimora oggi,
        vetrina di una religione che
        non sempre comprendo
        e di un Dio che
        non ho ancora perdonato.
        Guardavo spesso il Tevere baciare le tue rive
        quando placido accoglieva segrete chiavi
        di cuori innamorati e speranzosi.
        Nella storia tra le mie storie trovai
        le case aperte di chi
        nacque "ner core" di te
        mentre sfuggivo al passato che
        con artigli si arpionava
        al presente.
        Ho avuto di che dissetarmi
        all'ombra
        dell'antico sorriso maiestatico del Colosseo,
        ho passeggiato attraverso i sentieri di ghiaia
        di illustri imperatori,
        assaporando i tuoi miti,
        nutrendomi delle storie dei tuoi vicoli.
        Volutamente mi sono più volte smarrita
        trai i turisti per ripercorrere le strade
        di romanzi che hai spinto a scrivere,
        con la speranza di ritrovare la luce
        che dentro di me
        si era consumata.
        Tornavo a respirare ogni volta che
        giungevo a Termini,
        il pensiero di te poi riempiva i silenzi
        quando tornavo a lasciarti.
        Sei stata la mia Atlantide riemersa,
        mio destino aperto quando ero
        figlia orfana e
        sposa dimenticata.
        Sei stata terra senza nebbia che
        ogni sera mi udiva piangere;
        testimone del mio disgelo,
        hai sentito sciogliersi
        il primo fiocco del cuore,
        ed hai colmato
        l'esterno della mia solitudine
        smussandone i contorni.
        Poi un giorno il dolore
        ha fatto le valigie ed è partito.
        L'armonia ha preso il suo posto
        ed io sono stata pronta
        a lasciare te
        per ricominciare
        ad essere ancora degna di me.
        Oggi ti vivo lontana,
        ma resti sempre capitale
        del mio cuore sparpagliato
        che sente una propria metà
        dipinta dei colori giallorossi.
        Valeria De Perini
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          Scritta da: Valeria

          Roma destino aperto

          Intrisa di delizioso dolore
          trovai riparo
          sotto la volta del tuo immenso cielo.
          Lupamadre,
          mi hai confortato
          mentre succhiavo il nettare della tua speranza
          io, figlia adottiva,
          poiché in te accogli
          ogni profugo di vita
          colorando le tue strade
          delle diverse preziosità del mondo.
          Ogni giorno pagai
          un desiderio a Trevi,
          culla azzurra dei sogni di tutte le genti
          ed unica testimone della sopravvissuta
          fantasia dell'umanità.
          Bernini ti scolpì
          trasformando il marmo
          in morbide figure che celebrano te
          in ogni piazza, fonte e chiesa.
          Il mondo ti porta venerato rispetto
          per il ricordo dell'ineguagliato impero che sei stata
          e per il culto di cui sei dimora oggi,
          vetrina di una religione che
          non sempre comprendo
          e di un Dio che
          non ho ancora perdonato.
          Guardavo spesso il Tevere baciare le tue rive
          quando placido accoglieva segrete chiavi
          di cuori innamorati e speranzosi.
          Nella storia tra le mie storie trovai
          le case aperte di chi
          nacque "ner core" di te
          mentre sfuggivo al passato che
          con artigli si arpionava
          al presente.
          Ho avuto di che dissetarmi
          all'ombra
          dell'antico sorriso maiestatico del Colosseo,
          ho passeggiato attraverso i sentieri di ghiaia
          di illustri imperatori,
          assaporando i tuoi miti,
          nutrendomi delle storie dei tuoi vicoli.
          Volutamente mi sono più volte smarrita
          tra i turisti per ripercorrere le strade
          di romanzi che hai spinto a scrivere,
          con la speranza di ritrovare la luce
          che dentro di me
          si era consumata.
          Tornavo a respirare ogni volta che
          giungevo a Termini,
          il pensiero di te poi riempiva i silenzi
          quando tornavo a lasciarti.
          Sei stata la mia Atlantide riemersa,
          mio destino aperto quando ero
          figlia orfana e
          sposa dimenticata.
          Sei stata terra senza nebbia che
          ogni sera mi udiva piangere;
          testimone del mio disgelo,
          hai sentito sciogliersi
          il primo fiocco del cuore,
          ed hai colmato
          l'esterno della mia solitudine
          smussandone i contorni.
          Poi un giorno il dolore
          ha fatto le valigie ed è partito.
          L'armonia ha preso il suo posto
          ed io sono stata pronta
          a lasciare te
          per ricominciare
          ad essere ancora degna di me.
          Oggi ti vivo lontana,
          ma resti sempre capitale
          del mio cuore sparpagliato
          che sente una propria metà
          dipinta dei colori giallorossi.
          Valeria De Perini
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