Scritta da: Umberto Zavagno

Piccole mani

Molto lentamente
le tue dita scorrono sulle mie
esili e delicate
sorprendi a vedere quanto sono piccole
anche il tuo viso da bambina
con le stesse paure del domani
mentre bacio i tuoi piccoli seni
colpevole mi sento
non posso ritirarmi
come davanti a ogni cosa che piace
sia un fiore un lago o un monte
io scorro sulla tua pelle profumata
ti vorrei
si ti vorrei mia per sempre
anch'io però ho paura del domani
non so se averti tutta sarà permesso
si l'amore con te
come sfogliare una margherita
sperando che i petali non finiscano mai
un tenero germoglio che non vorrei rovinare
ma l'amore può rovinare e ferire
se è diviso
vedo già il tuo sguardo irato
le tue lacrime offese
rivedo me stesso
la mia disperazione
l'odio
non sono ancora libero
non so se lo sarò mai
ma non so aspettare
piace la tua pace
piace vivere questo attimo
spero non svegliarmi.
Umberto Zavagno
Composta nel 2008
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    Scritta da: Umberto Zavagno

    Arrivederci

    Si allontana il tuo viso
    forse mai più lo rivedrò
    i tuoi occhi si spegneranno
    come questo sole all'orizzonte
    mentre aspetto che tu parta.
    Quel giorno
    non sarò lì
    a stringere le tue mani
    sperando hai attraversato il mare
    se volerai ancora
    sarà in un'altra vita
    se sarai una rondine
    sai che ti aspetterò.
    Chissà
    a primavera alti nel cielo.
    Umberto Zavagno
    Composta nel 2007
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      Scritta da: Umberto Zavagno

      Granelli di sabbia

      In questi granelli di sabbia
      cerco ancora di te
      geloso ti guardavo
      quando nuda il sole prendevi
      stupido pensiero
      le mie carezze non capivi
      i miei giochi evitavi
      più in te la fede leggevo
      solo errori
      come pugni pesanti
      si abbattono sul mio cuore
      rimedio non c'era
      non più il ricordo di corse felici
      il tuo passo ha ceduto
      mi lasciavi lontano sulla via
      chissà
      con odio
      speravi forse svanissi lontano
      questo è il peggio dell uomo
      non tenersi sempre per mano
      perdere il gusto infantile
      e guardare la vita sognando
      lasciare quella mano
      come fossimo aquile
      con rostri e artigli
      capaci di un amore incredibile
      ma chiamati da spazi diversi
      il mare cancella le scritte
      si disperde la sabbia fra le dita.
      Umberto Zavagno
      Composta nel 2007
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        Scritta da: Umberto Zavagno

        Tramonto

        Si disperdono gli ultimi raggi
        fermarli vorrei
        come ogni cosa che sfugge
        in quei grigi tranquilli riflessi
        che spesso mirammo estasiati
        risento la tua anima
        le dolci parole di un tempo
        bagliori di stelle
        rimandano le onde del mare
        come quelle che vedevo brillare
        negli occhi tuoi pieni d'amore
        ma il sole si cela
        così
        sparisce anche la tua ombra
        dipinta da me all orizzonte
        solo rimane il rimpianto.
        Umberto Zavagno
        Composta nel 2007
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