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Il lato nascosto della mente

La mente noi usiamo,
come un radar di un delfino esplora il mondo
senza il bisogno dell'uso dello sguardo.
È la percezione la chiave con cui ragioniamo,
tutti hanno un modo di vedere il mondo,
un qualcosa a cui tenersi saldo.
Senza percezione non siamo nulla,
senza capire cosa abbiamo attorno sarebbe come
non vivere, non esistere.
Tramite questa facoltà ci creiamo una nostra personale verità,
interagire con quello che vediamo,
delle realtà per noi vere.
Ma cosa vuol dire vere, ovvero vedere la realtà,
ognuno ha il suo modo per farlo, ben diverso da chiunque altro.
Ciò sta a significare che ci sono tante realtà,
almeno quante ce ne sono di persone a percepirle,
è un baratro.
Si rischia di cadere,
tante verità diverse non collimano,
quindi nessuno riesce a capire nessuno,
ognuno è solo.
Il pensiero, dal pensiero nasce un concetto,
ovvero una realtà totalmente personale che non si può contraddire.
come un polo.
Un polo è un lato della medaglia
ed ovviamente il rovescio della medaglia è un altro polo,
opposto come concetto alla croce.
La testa, l'argomento in questione,
un archivio pieno di dati,
autentici solo per la persona che li possiede,
partendo dalla foce.
La foce è ovviamente la percezione
sembra un grande tesoro,
un dono da usare per stare meglio,
ma si è troppo unici.
Di conseguenza tante realtà, non possono essere vere,
un oggetto è un oggetto,
ma ogni modo di percepirlo è differente,
è una questione contraddittoria ragionandoci.
Viene da chiedersi:
"ma se ci sono tante realtà, ce n'è una vera?",
la gente è così in costante ricerca della vera verità.
Una verità incontrastabile,
su cui nessuno potrà mai osservare obiezioni,
ma esiste un simile concetto o è un'amenità?
Ma da dove viene la verità,
come già è stato detto è un concetto,
un pensiero assolutamente intangibile
che è tutt'altro che inoppugnabile.
Allora, forse, tutte le realtà sono false,
il pensiero diviene una malattia
che spinge le persone a cercare risposte che non esistono,
una ricerca del perdibile.
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