Scritta da: UGO MASTROIANNI

Vorrei essere

Vorrei esser
la tua ombra
per seguire
il tuo cammino.

Vorrei esser
la tua mente
per toccare
i tuoi pensieri.

Vorrei esser
la tua lingua
per baciarti
quando parli.

Vorrei esser
ciò che vedi
per specchiarmi
nei tuoi occhi.

Vorrei esser
saponetta
per lavarti
il dolce viso.

Vorrei essere
il tuo corpo
per restare
insieme a te.

Son felice e non lo sono
sto impazzendo
inutilmente.

Tu nemmeno puoi sapere
che stanotte un sognatore
t'ha portato nel suo letto.
Ugo Mastroianni
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    Scritta da: UGO MASTROIANNI

    Voglio

    Voglio
    il tuo corpo
    arginare
    e tra i suoi mari
    navigare
    per le terre
    dell'amore.

    Per sempre
    voglio
    adagiarmi
    fra i tuoi seni dorati,
    stanchi d'amore
    ma non
    stanchi d'amare.

    Voglio
    per sempre
    sulla tua pelle
    scivolare
    per goderne così
    l'inconfondibile
    profumo.

    Infine voglio
    tra le tue braccia abbandonarmi
    ché quando il mare o la terra
    o i mattoni
    il mio corpo
    prenderanno,
    la tua stretta
    per sempre compagna
    mi sarà.
    Ugo Mastroianni
    Composta sabato 17 gennaio 1998
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      Scritta da: UGO MASTROIANNI

      E arriverà questo mattino

      Un mattino,
      e arriverà questo mattino,
      la tua mano,
      ancor calda della notte,
      le mie guance sfiorerà
      per provar certezza ancora
      del giorno nascente.

      Il sole
      filtrerà i suoi raggi
      attraverso la tendina bianca
      ed il silenzio
      illuminerà la nostra stanza.

      Amor non griderai.

      Mi stringerai con forza
      la mano destra
      ed il tuo
      al mio viso poggerai
      per darmi quiete,
      perché in te
      ancor vita io possa avere,
      perché di là il mio seme
      ancor possa germogliare.
      Ugo Mastroianni
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        Scritta da: UGO MASTROIANNI

        Breve storia di una rosa

        Nel parco una rosa
        più fresca d’una sposa
        intorno tanto verde
        quasi meraviglia.

        I suoi piccoli vestiti
        recitavano con gioia
        e tra i cespugli lupi e volpi
        aspettavano in agguato.

        Stretta alla mia mano
        non ancora appassita
        dipingeva ogni cosa
        col suo lento cammino.

        L’acqua vellutata
        le cadeva sui fianchi
        e un bocciuolo fioriva
        per tenerle compagnia.

        Ma nel parco una rosa
        non vive da sposa
        e un passante a lei caro
        la colpì col suo faro.

        Fu ferita la rosa
        e fu la fine d’ogni cosa
        l’amore d’un padre
        accecato dall’amore.

        Ora il parco è un deserto
        privo d’ogni luce
        l’ombra d’un padre
        più nera del buio.
        Ugo Mastroianni
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