Questo sito contribuisce alla audience di

Sua eminenza

L'eloquio di sua conferenza
lo fa apostolo di beneficenza,
se in piazza è di scarsa presenza
col palazzo ha più confidenza;
è lì che prega la nostra eminenza
è lì che s'apre, dona e dispensa.
Della vita ha poca esperienza,
con l'Eterno ha più confidenza.
Non ha pratica di sofferenza
vorrebbe, ma non sa d'indigenza.
Più propenso a far penitenza,
poco conta per lui l'esistenza,
prostrato, con fede e coscienza
affida il mondo a la provvidenza.
Frattanto che prega nell'opulenza
e gli s'accresce la circonferenza
la gente muore di contingenza.
Fame e sete non sono apparenza,
miseria e stenti non hanno pazienza;
non scordi l'opre di sua pertinenza,
si guardi il culo mia cara eminenza.
Composta lunedì 6 agosto 2012
Vota la poesia: Commenta

    Il tessuto dell’amore

    È tela preziosa per quadri d'autore,
    per le Madonne di Raffaello,
    cromatismi di Tiziano l'amore.
    Pettinato tessuto di lana, tepore d'agnello,
    morbido cachemire, soffice angora.
    Zephir di seta, l'amore,
    chiffon, tessuto avvolgente, satin di valore,
    privato indumento eccitante.
    Antico tessuto di lino, fresca radice del tempo,
    durevole, puro, elegante.
    Di cotone lindo tessuto, ovatta fasciante bambino,
    morbido, tenero, assorbente.
    Piacevole e freddo l'amore, come la canapa e la juta,
    tessuti primitivi sempre vivi.
    Stoffa di sogni, l'amore, ordito perenne, sopraffino,
    sommario di dolci parole, rete d'emozioni,
    parato a liste d'oro fino.
    Annuario di trame e passioni.
    Drappeggio di stelle e di sole, decori su panno "ti amo",
    Tela pregiata l'amore, da onorare, da non maltrattare,
    da non tendere troppo,
    per non ricucire, per non riparare,
    ne otterreste un goffo rattoppo.
    Composta giovedì 30 giugno 2011
    Vota la poesia: Commenta

      Il paesaggio

      Come compiaciuta,
      esibiva solo un assaggio
      di quel paesaggio incantato
      la vista d'acque,
      tutt'intenta a rispecchiare azzurro
      il massiccio decorato a panna,
      a guisa di gelato rossiccio.
      Gelosa, offriva un'esile spanna
      della distesa d'agri coltivati a rose,
      vanitosa come giovane donna,
      difesa da colline e poggi custodiva.
      E mille cose borbottava al fiume
      il torrentello fiero di finire in mare.
      Insolita atmosfera:
      lontane debolezze amorose,
      ricordi d'occasioni antiche,
      canti e luci gitane ridestava in cuore
      di navigati rimpianti e nostalgie
      l'intenso profumo ventilava.
      Così finiva il giorno sotto il monte
      oltre i roveti decorati a more
      e l'ondeggiante argento dei canneti
      consumando l'io nell'orizzonte.
      Composta sabato 30 giugno 2012
      Vota la poesia: Commenta

        L'Avvento

        Troppo lontano,
        il passato avvenuto cancelliamo;
        al futuro ancor distante non pensiamo,
        lo scordiamo e non lo prepariamo.
        Ma il Natale ogn'anno ci ricorda
        che i millenni non sono che un istante.
        Che quel dì non ci rimorda
        d'aver capito male il suo "vegliate".
        Vuote le mense o apparecchiate,
        sarà un mese soltanto o sarà un'ora,
        quel giorno arriverà come quest'oggi,
        senza avvertire per mutar dimora.
        Sicché sarebbe meglio illuminare,
        senza abusar in fasti ed altri sfoggi,
        l'anima nostra, e non le piazze e vie,
        onde pentita faccia bella mostra
        ove l'ieri, l'adesso e l'avvenire
        nel meglio stia per esordire.
        Composta martedì 15 dicembre 1012
        Vota la poesia: Commenta

          Io poeta

          Io sono un poeta pescatore,
          pesco dalla terra e dalle stelle,
          ascolto i consigli del mio cuore
          e cerco di cantare cose belle.
          Senza pretese, senza aspirazioni,
          sentendo l'esigenza di parlare.
          Molti pensieri, tante riflessioni
          corro con penna a riportare.
          Inseguo uno scopo ballerino,
          scrivo queste cose per diletto
          a tutti voi lontani o qui vicino
          non imporrò mai di esser letto.
          Vedrete che non sono speciale:
          di misteri esorcista o campione,
          virtuoso del verso ufficiale,
          più che cantore, forse pasticcione.
          Se mi gradite così io vi ringrazio,
          se mi biasimerete ugualmente
          serberò per voi lo stesso spazio
          assegnato agli eletti nella mente.
          Composta mercoledì 15 giugno 2005
          Vota la poesia: Commenta