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Monologo

Sale il sipario, albeggia la scena,
a luce piena l'occhio è sul volto
m'inquadra il busto, segue le mani;
sarebbe giusto sfumare l'ombra,
sfasare i piani posti sul fondo,
ma rilassatevi, sarò spedito.
Grazie a tutti d'aver gradito,
il giorno e l'ora del mio invito.
Giusto sarebbe dirvi chi sono
l'identità, il tema del dire,
motivo o mai di mia presenza,
saper se tutti vorran sentire,
di poi l'inchino di riverenza.
Ma non fiaterò, sarò silente
non sfoggerò glorie e carriera,
rimarrò in voi solo un bel niente.
Ricorderete lo sconosciuto
venuto per dire parecchie cose,
ma sostò muto senza fiatare
e che scomparve nell'arrivare.
Forse uno spettro di proiezione,
inganno, un sogno, un'illusione?
O ripensando al quel suo miasma
fosse davvero stato un fantasma!?
Composta domenica 12 maggio 2013
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    Tradimento

    Fuma l'erba del campo alla calura,
    l'ultimo sole sulla terra muore,
    su noi tutto s'oscura.
    C'è rabbia di desideri;
    il tuo corpo ingabbia strani piaceri;
    con le moine se ne vanno
    gli avanzi dell'inganno.
    Ti trascini senz'alma
    precarie storie provvisorie
    di questo e quello,
    chiedi non dai,
    mordi l'ora affamata,
    trascurando il bello.
    Intanto, torna dal podere,
    il tuo compagno stanco,
    col piacere di portarti una rosa.
    Composta domenica 16 agosto 1970
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      Chi sei per me

      Tu sei per me la nuvoletta bianca
      che soffice e lontana
      aspetta il bacio del vento;
      la perenne fontana d'ambrosia.
      Sei d'argento la brina
      ch'adorna l'erbetta con mille goccioline di brillanti.
      Sei la fata turchina che serio e geloso
      serbai con rispetto
      nel verde cassetto dei miei sogni.
      I diamanti del mondo, il mistero del cuore,
      sei le perle del mare.
      Sei la dolce canzone d'amore
      che pura e celeste
      m'investe con voci d'incanto.
      Sei il pianto del sole che lieve e dorato
      s'adagia sul bianco deserto di neve.
      Nel parco stregato: un'orchidea celeste,
      nel cielo dorato: la veste dell'Eterno,
      per il mio cuore ardente: un tempuscolo d'eternità.
      Composta venerdì 29 novembre 1957
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        È la quiete

        Valli lontane,
        luna d'argento e lagna d'un cane.
        Il venticello profumato di croco carezza il silenzio;
        vagan le nuvolette spolverando la luna.
        Nella cuna di querce e nell'orto assonnato l'incessante grillio.
        È il silenzio.
        Dorme il pollaio ricoperto di penne,
        dormono le viuzze stanche,
        dormono i campi di stoppie,
        la casetta con le grate sull'aia dorme;
        dormono i fiori, riposan le rose, le cose tacciono:
        è la quiete.
        Sonnecchia il paese e l'uomo riposa.
        Ma qualcuno veglia,
        posa il mento sul palmo e guarda,
        contempla e pensa, riflette l'infinito.
        Composta mercoledì 1 gennaio 1958
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