Ricordi di noi

Sai tu,
nelle strade più buie,
andavo scalzo,
senza aver conto dei piedi,
il suo cuore ora,
è nelle tue mani,
non perderlo,
e non spezzarlo.
E a Gennaio,
che si abbatta,
una grigia pioggia,
sulla sua finestra;
Che abbracci non me ma,
si ricordi lo stesso di me;
E che per caso invochi dicendolo,
il mio nome,
e che non dica niente,
perché ricorda...
Tridnevca Oleg
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    Il viso impossibbile da toccare

    Mi è parso di vedere un viso,
    delicato e fragile,
    ma non ero nel Paradiso,
    e non era possibile...
    L'ho visto mentre dormivo,
    ce l'ho d'avanti a me,
    è gioioso ma cattivo,
    non sapevo di chi è.
    Non sapevo se fidarmi,
    ma la vidi d'incanto,
    non volevo prender mie armi,
    e udì d'un tratto il suo solitario canto.
    Ad un tratto mi svegliai,
    e capì che lei non c'era,
    non volevo mettermi nei guai,
    ma la cercai com'era.
    Non trovai il viso divino,
    ma un mortale: non era un santo,
    che non era così perfetto,
    ma io udì il suo canto,
    era luce ricoperta da un velo,
    era un angelo,
    e chissà, se era vero...
    Tridnevca Oleg
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      Le ciglia dell'Inverno

      Forse questo è il mio Paradiso,
      cercare il suo viso,
      negli oggetti di color nero,
      e sentire la sua voce nel sentiero.
      Forse questo è il mio Paradiso,
      la luce di una stanza,
      dove pare che le nuvole,
      siano così vicine,
      e i tuoi occhi appagliono il Paradiso.
      È bene che lui/lei non conosca,
      uno/a come me,
      e che sogna le mie ciglia d'inverno,
      sotto piedi nel gelo,
      lo/a ricorderò sempre;
      e non ho vergogna,
      di dire che questo è amore,
      le sue parole di tre minuti,
      bruciarono il mio sangue,
      e io continuo,
      di dire che va tutto bene,
      ma capisco che lui serve,
      serve ancora.
      Forse questo è il mio Paradiso,
      prendo mazzi di fiori,
      salvandoli dal vento,
      e illudermi che mi donano fiori,
      ma se non tu,
      io non troverei all'alba,
      il tuo freddo pianeta,
      dove costruiscono ponti.
      È bene che lui/lei non conosca,
      uno/a come me,
      e che sogna le mie ciglia d'inverno,
      sotto piedi nel gelo,
      lo/a ricorderò sempre;
      e non ho vergogna,
      di dire che questo è amore,
      le sue parole di tre minuti,
      bruciarono il mio sangue,
      e io continuo,
      di dire che va tutto bene,
      ma capisco che lui serve,
      serve ancora.
      Tridnevca Oleg
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