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Scritta da: venditore di fumo

Terra Arida

Ammassi di pietre ordinate,
di tetti, di case:
impazza l'afosa estate.
La città è deserta,
fiochi bisbigli di gatti
e di vecchi abbandonati
si odono a stento.
L'edicola è serrata,
il grigio muro dell'orto
ribolle nel meriggio.

Singhiozza una fontana solitaria;
un tenue gioco di specchi biancheggia
mentre la pozza evapora nell'aria.
Un fremito di rondini serpeggia
nel cielo stanco: insetti di varia
specie intorno a una vecchia puleggia.

Saracinesche serrate mi dicono
che è agosto e che io sono oramai solo
in città a calpestare il grigio suolo.

Un minuscolo chiosco offre ombra e ristoro al riparo
dei suoi quattro ombrelloni. Una menta ghiacciata
estingue per un attimo la sete. La verde bevanda,
l'ombra degli ombrelloni: immagini già viste.

Scendo un poco in giardino, sotto il vecchio
Olmo assetato. La sua ombra fronzuta
Lenisce qualsiasi ferita. Un secchio
Immerso nel pozzo, foglie di ruta
Tritate sopra un liso tavolino,
Un po' di salvia, un coniglio spellato:
Desinare rustico con un vino
Invecchiato cinque anni ed ora lasciato
Nella brocca a respirare: profumo
E calore della Toscana. Un fumo

azzurrognolo circonda la brocca.
Una tavola rotta
cigola al mio passaggio.

Un fiore ammutolisce
nel mio giardino ed il pranzo finisce
in un vagor d'ombra, così perisce

una bella giornata:
in un rivolo d'acqua
che dura appena due ore
ed anch'esso poi muore.
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    Scritta da: venditore di fumo

    Voyeur

    Lo sguardo s'è perduto nel mirabile
    baratro che da gambe accavallate
    è provocato. La pupilla inabile
    accarezza le calze che, tirate,

    allargano le maglie per mostrare
    a questo mondo illusioni agognate.
    La venustà di certe pieghe rare
    impreziosiscono il gioco perfetto

    d'increspature, quasi onde di un mare
    in perenne bonaccia. Ma l'oggetto
    di questa ammirazione già si nega

    dalla mia vista con un gesto a effetto
    e la sottana riassume la piega
    di una felicità che non si spiega.
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      Scritta da: venditore di fumo
      Quando vidi gli uomini-poesia
      con quella bandiera sotto braccio
      quasi come un figlio, quando la via

      fu intrisa dal rosso delle bandiere
      e dai roboanti cortei che andavano
      mostrando la rabbia: unico potere...

      Quando ho visto padri e figli levare
      verso il cielo il pugno chiuso (in un gesto
      semplice, ma forte) e uniti gridare

      per salvare un sogno che vive in loro...
      Quando un dì vedrò ancora sventolare
      le bandiere rosse, vano tesoro

      di questa mia morta generazione,
      forse non potrò seguirle, ma i miei occhi,
      aperti in eterno, con convinzione

      muoveranno al sogno; ricorderanno
      battaglie passate, bandiere rosse
      dispiegate al vento e ne gioiranno.
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