Le migliori poesie di Teresa Libroia

Studentessa, nato a Salerno (Italia)
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Scritta da: Teresa Libroia

Cos'è che resterà di me su questa terra?

Cos'è che resterà di me su questa terra?
Altro non son che pallida luce che s'affieviolisce.
Altro non son che un papavero mutilato
dal suo primo Amor,
un ortensia che, Ahimè, non appassisce.
Cos'è che resterà di me?
Il mio volto, il mio principio, la mia scomparsa.
Mai si darà ascolto alle mie mute parole,
alle lacrime d'inchiostro, alla stanchezza,
al dolore, agli affanni che, maligna,
questa vita ha scaraventato nella mia anima.
Quanti macigni sul cuore,
Quante frecce al cuore,
Quante pugnalate nel cuore.
Nessuno mai saprà che tutto ciò che
un tempo mi rese felice, mi ha bruciato dentro.
Ho ustionate le pareti del cuore
che vergognoso si ritira,
malinconico di solitudine e di vita.
Pauroso di scherni e trappole,
trema ad una tenera carezza,
scappa alla nascita di un nuovo tepore,
folle diventa volente nolente.
Divento ora come un gracile Soffione che
esplode splendente nella tempesta bruna
e implode vita nella quiete morente.
Teresa Libroia
Composta lunedì 2 maggio 2011
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    Scritta da: Teresa Libroia
    Come mi piace guardarti silenziosamente
    quando ti perdi nell'immensità del mare con gli occhi lucidi,
    chissà a cosa pensi.
    Come mi piace guardarti
    mentre ti perdi in quei lunghi discorsi,
    un po' stravaganti e assurdi,
    ma così magici mentre ne parli...
    come mi piace prenderti
    tra le mie braccia
    tra una risata e una carezza e
    sentirti così vicino a me.
    Non è paragonabile ad un sogno ciò che provo...
    troppi brividi esplodono in me...
    ed è un calore così dolce che
    vorrei urlarlo al mondo che ti amo...
    cosa posso farci,
    mi piace guardarti mentre ti perdi...
    e amo perdermi con te.
    Teresa Libroia
    Composta giovedì 29 settembre 2011
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      Scritta da: Teresa Libroia

      Nel silenzio

      Quando giunge all'improvviso il silenzio
      mi ubriaco nei miei pensieri,
      comincio a scrivere non termino più...
      a volte scorre rapidamente sul viso
      qualche timida lacrima che funge da inchiostro,
      e permea di dolore lo sterile prato ove vivo.
      Il cuore accelera,
      la mano trema.
      Io ferma, medito...
      a lungo andar del tempo,
      in un lampo comprendo che mai troverò pace.
      Teresa Libroia
      Composta venerdì 30 aprile 2010
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        Scritta da: Teresa Libroia

        Nulla

        Mai nulla saprete della mia vita
        che muta lascerà questa valle
        per non turbar gli animi che la amarono.
        Il male la spolpa piano piano...
        Non di continuo, no... Ma la lacera
        profondamente lasciando sgorgar
        dalle ferite tutto il bello che vi è.
        Quando poi il Male, lascia gli artigli a riposar,
        ella lecca le ferite per tentar di ricucir
        i fil strappati di felicità.
        Inutile, bella mia. La felicità non ritorna.
        Partorirai un nuovo dolore ancora.
        Piccoli figli di cui nessuno sarà memore.
        Li accudirai da sola, isolata dal mondo,
        li su, guardando questa valle decadere
        sotto grossi macigni opachi
        di sogni spezzati.
        Teresa Libroia
        Composta mercoledì 16 febbraio 2011
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          Scritta da: Teresa Libroia
          Me ne sto qui, affacciata alla finestra
          e guardo i ricordi
          Che pian piano appaiono dal nulla.
          Sembrano tanti piccoli bambini
          Impauriti e un po' timidi,
          Corrono di qua e di là e
          Faccio fatica a seguirli.
          Me ne sto qui, affacciata alla finestra
          e lascio cadere questo buio nel cuore.
          Ma non ho paura.
          Adesso sono forte.
          Me ne sto qui, affacciata alla finestra
          tutte le notti,
          guardo le macchine sfrecciare,
          veloci e incuranti
          della città morta,
          delle insicurezze che camminano per strada smarrite
          e delle persone che le inseguono per distruggerle.
          Di notte c'è tanto baccano...
          Urlano le mura dei palazzi, le strade, le anime, i letti, i corpi.
          Urla tutto nella testa.
          Ed io me ne sto qui affacciata alla finestra,
          perché dentro tutto rimbomba
          e le stelle sono vicine.
          Me ne sto qui, affacciata alla finestra
          e celo, dietro questo vetro
          sporco di solitudine,
          un mondo pieno di vita,
          che non sa più vivere.
          Teresa Libroia
          Composta mercoledì 25 maggio 2016
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