Scritta da: Nams

Larime e polvere

Non un'ombra, non una luce in quel cielo terso,
così allegro su una città troppo triste.
Non un'ombra, non una luce che ti identifichi
in quell'immensità.

C'è un buco nell'aria fredda,
un vuoto in ogni faccia,
con le gocce che logorano risa inesistenti.
Sirene accese e inutili
e un'ansiosa melodia
nel buio di una notte che non muterà.

Profilo di pietra scolpito da un ago
che sbaglia i contorni della ragione.
Una candela senz'aria,
acqua sotto il sole.
Un saluto nel tuo ultimo sospiro.
Solo vento e polvere,
ricordi e lacrime.

Tentando di respirare
e soffocando ancora.
Tu mandante
e qualcun altro complice.

Fuggendo dalla vita ti fermi ansimante.
Bloccato nell'angolo più remoto del cielo.
Il tuo profumo corre nel vento.
Ti tocca, fasciato da un cuore
racchiuso all'interno,
mentre ormai gli sbagli
saranno solo lacrime e polvere.
Tania Pecci
Composta giovedì 14 febbraio 2008
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    Scritta da: Nams

    Ali di carta

    Carta sottile,
    carta straccia.
    Farfalla di carta
    creata da mani distratte.

    Galleggiando nell'aria
    incapace di volare.
    Soave e leggera
    perché laconica.
    Triste, liquidando sorrisi.

    Quando cadrà, dove cadrà?
    Inciampando nel respiro
    e scivolando a terra.
    Chi la solleverà?
    Come senza strapparla?

    Perché non sarò io?
    Perché non sarò io!
    Perché non sarà nessuno.
    Colorata con squallore.

    Non vorrò scrivere
    sulle sue ali bianche.
    Non potrò asciugarle, se
    lacerate dalla pioggia.

    Cercando nella diversità
    commentata nel conformismo.
    Solarità eclissata.
    Non le scriverò mai.
    Tania Pecci
    Composta domenica 6 aprile 2008
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      Scritta da: Nams

      Appesa

      Appesa, con un cappio al collo.
      Soffocata dal peso che si prosciuga
      ad ogni respiro incompleto.
      Pubblico vigliaccamente impotente.
      Distratto dai passi
      dei propri ideali che fuggono:
      non possono udire le sue urla.

      Quando troppa gente
      sente di dover scegliere
      se morire ora con il corpo
      o domani senza dignità.
      Quando in troppi hanno perso
      lo sguardo nel mare
      mai recuperato a riva.

      Lei sente il cuore cadere
      sempre più in basso,
      toccare un terreno spoglio e arido.

      Le regole che frustano
      sulle rughe profonde delle mani,
      Le voci più vere
      ridotte a un sussurro.
      Gli sguardi più lunghi
      annebbiati dal grigio.

      Chi urlerà ancora con gli occhi aperti
      rivolti al nemico?
      E come cadendo da una finestra sbarrata,
      chi si alzerà in piedi ancora illeso?
      Chi oserà svegliarla
      da quel coma infinito?
      Tania Pecci
      Composta domenica 10 febbraio 2008
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