Area Riservata

Poesie di Stéphane Mallarmé


poesia postata da: Silvana Stremiz, in Poesie (Poesie d'Autore)

Rinascita

L'esangue primavera già tristemente esilia
L'inverno, tempo lucido, tempo d'arte serena,
E in me, dove un oscuro sangue colma ogni vena,
L'impotenza si stira ed a lungo sbadiglia.
Crepuscoli s'imbiancano tiepidi nella mente
Che come vecchia tomba serra un cerchio di ferro,
Ed inseguendo un sogno vago e bello, io erro
Pei campi ove la linfa esulta immensamente.
Poi procombo snervato di silvestri sentori,
E scavando al mio sogno una fossa col viso,
Mordendo il suolo caldo dove, sbocciano i fiori,
Attendo nell'abisso che il tedio s'alzi... Oh riso
Intanto dell'Azzurro sulla siepe e sui voli
Degli uccelli ridesti che cinguettano al sole!
-- Stéphane Mallarmé (scheda)

poesia postata da: Silvana Stremiz, in Poesie (Poesie d'Autore)

Stanco dell'ozio amaro...

Stanco dell'ozio amaro in cui la mia pigrizia
Offende quella gloria per cui fuggii l'infanzia
Dolcissima dei boschi di rose nell'azzurro
Naturale, e più ancora stanco del patto duro
Di scavare vegliando un rinnovato avello
Dentro l'avaro e freddo suolo del mio cervello,
Per la sterilità spietato affossatore,
- Che mai dirò, o Sogni, che mai a quest'Aurora,
Visitato da rose, se, temendo i suoi fiori
Lividi, il cimitero unirà i cavi orrori? -
Voglio lasciare l'Arte vorace di un paese
Crudele, e, sorridendo ai vecchi volti offesi
Che mostrano gli amici, il genio ed il passato,
E il lume che la mia agonia ha vegliato,
Imitare il Cinese, anima chiara e fina,
La cui estasi pura è dipinger la cima
Sopra tazze di neve rapita dalla luna
D'un fiore strano che la sua vita profuma
Trasparente, d'un fiore che egli sentì fanciullo
Innestarsi al suo cuore prezioso, azzurro nulla.
E la morte così, solo sogno del saggio,
Sereno, sceglierò un giovane paesaggio
Che sulle tazze assente la mia mano pingerà.
Una linea d'azzurro fine e tenue sarà
Un lago dentro il cielo di nuda porcellana,
Per una bianca nube una luna lontana
Immerge il lieve corno nel gelo d'acque calme,
Presso tre grandi cigli di smeraldo, le canne.
-- Stéphane Mallarmé (scheda)


poesia postata da: Silvana Stremiz, in Poesie (Poesie d'Autore)

Brindisi

Nulla, una schiuma, vergine verso
solo a indicare la coppa;
così al largo si tuffa una frotta
di sirene, taluna riversa.
Noi navighiamo, o miei diversi
amici, io di già sulla poppa
voi sulla prora fastosa che fende
il flutto di lampi e d'inverni;
una bella ebbrezza mi spinge
né temo il suo beccheggiare
in piedi a far questo brindisi
solitudine, stella, scogliera
a tutto quello che valse
il bianco affanno della nostra vela.
-- Stéphane Mallarmé (scheda)

poesia postata da: Silvana Stremiz, in Poesie (Poesie d'Autore)

Ventaglio

Quasi usando per sua parola
Null'altro che un battito al cielo,
Il futuro verso s'invola
Dall'avorio che in sé lo cela.
Ala piano corra all'orecchio
Questo ventaglio se esso è
Quello per cui qualche specchio
Risplendette dietro di te
Chiaro (dove ritorna a scendere
Inseguita in ogni frammento
Un po' d'invisibile cenere
Unica a rendermi lamento)
Ed appaia uguale domani
Tra quelle tue agili mani.
-- Stéphane Mallarmé (scheda)

poesia postata da: Silvana Stremiz, in Poesie (Poesie d'Autore)

Il pagliaccio punito

Occhi, laghi alla sola mia ebbrezza di rinascere
Altro dall'istrione che col gesto ridesta
Come piuma di lampade ignobili la cenere,
Ho bucato nel muro di tela una finestra.

Nuotando traditore con gambe e braccia sciolte,
A molteplici balzi, rinnegando nell'onda
Il falso Amleto! È come se mille e mille volte
Per vergine sparirvi innovassi una tomba.

Ilare oro di cembalo che una mano irritò
Il sole tocca a un tratto la pura nudità
Che dalla mia freschezza di perla io esalai,

Rancida nera pelle quando su me è passata,
Ch'era tutto il mio crisma io ignorato, ingrato!,
Quel trucco dentro l'acqua perfida dei ghiacciai.
-- Stéphane Mallarmé (scheda)

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