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Scritta da: Stefano Medel

L'alba di te

O dolce beltà,
o mia metà,
sicché nei tuoi
occhi novi,
che sanno di
giovinezza e di freschezza,
io vedo l'alba della vita,
e la forza dell'età,
e la tua energia,
e la voglia di fare,
che hai sempre;
non ti fermi giammai,
e sei sempre in cammino;
ed io,
ti guardo, non disturbandoti,
e ti seguo come posso,
sì nel peso dei miei anni,
e il fardello
dei miei acciacchi,
che tu non sai,
non capisci,
non ti rendi conto,
eppure anch'io
t'amo.
T'amo tanto.
Composta mercoledì 2 marzo 2016
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    Scritta da: Stefano Medel

    Finché ci sarò

    E t'amerò finché respirò
    in me ci sarà,
    e anche se tu
    penserai ad un altro,
    io ci sarò,
    ci sarò,
    vicino a te,
    e non ti lascerò,
    finché potrò,
    non ti lascerò,
    e chissà se capirai,
    chissà
    se ti accorgerai,
    del bene che ti ho voluto,
    non solo nel divertimento,
    e quando hai pianto,
    io piangevo,
    e quando hai riso,
    io ridevo con te;
    finché ci sarò.
    Composta lunedì 29 febbraio 2016
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      Scritta da: Stefano Medel

      Film

      Vita breve
      Tutto va di fretta,
      e non hai il tempo
      a volte, per capire,
      per decidere il meglio,
      niente si ferma
      e sei in ballo,
      e ti giochi tutto;
      e sei solo,
      nelle scelte,
      spesso senza aiuto,
      con gente che non sa,
      che non capisce;
      in bilico nella sorte,
      e tutto va di fretta,
      e gli anni volano,
      come un film
      accelerato,
      e c'è poco tempo,
      poco;
      vorresti solo fermarti
      e pensare un attimo.
      Composta venerdì 26 febbraio 2016
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        Scritta da: Stefano Medel

        I sommersi e i salvati

        La società
        è un sistema decomposto,
        in cui, tutto sommato,
        non vale la pena di vivere;
        la società non
        è un sicuro bene,
        la solitudine,
        non è un sicuro male;
        nel sistema,
        hanno la prevalenza
        i peggiori,
        i più cretini,
        gli idioti,
        gli incolti,
        gli stupidi
        e i beceri;
        il peggiore sta a galla,
        e i buoni faticano
        a sopravvivere,
        e sono
        spesso disprezzati,
        finché ci sono.
        La mandria di pecore sociali,
        teme disprezza, chi cerca
        di essere libero,
        di volare,
        di staccarsi
        da branco,
        dal gregge,
        e cerca di uscire dal seminato;
        non odiano tanto il tuo aspetto,
        o i tuoi
        modi,
        ma quello
        rappresenti,
        la libertà.
        Libertà
        che i pecoroni
        rincretiniti,
        non hanno più,
        e ci hanno rinunciato,
        per scelte sbagliate,
        da cui,
        non possono tornare indietro,
        per passivismo,
        inerzia
        conformismo.
        Ma i peggiori stanno a galla,
        gli altri,
        non tanto.
        Composta martedì 23 febbraio 2016
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