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Scritta da: Stefano Medel

Piccolo mondo antico

Piccolo mondo antico,
paese con delle facce
patibolari,
espressioni caratteristiche,
volti di paese,
strade e viottoli,
i carugi che sanno di spezie,
di aromi,
caffè,
e polvere,
i caffè bar coi neon
vecchi parlano negli angoli,
persone di fretta,
moto e ganzi,
sbragiaroni
e rompiballe,
bastardi e impiccioni,
piccolo paese del cavolo,
provinciale e becero,
moderno e vecchio.
Composta lunedì 18 aprile 2016
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    Scritta da: Stefano Medel

    Scuola

    Chiudo gli occhi
    e per un attimo solo,
    mi scorrono gli anni passati
    davanti;
    l'adolescenza
    e la scuola soprattutto,
    mi rivedo con la cartella e i libri,
    a piedi,
    la mattina presto
    il sonno negli occhi,
    il freddo,
    la campanella,
    il trambusto,
    tanta gente,
    gli alunni,
    l'entrata,
    odore di gesso,
    di libri
    e carta,
    i prof ogni giorno,
    l'attesa della domenica,
    l'odio per il lunedì,
    scuola,
    problemi,
    malessere,
    e un po' di verità,
    di cultura,
    istruzione,
    per essere liberi,
    per avere un domani.
    Composta sabato 16 aprile 2016
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      Scritta da: Stefano Medel

      Questa libertà

      Parlo anche quando non è concesso,
      protesto e dissento,
      faccio casino,
      me ne frego,
      vivo e tengo la mia libertà,
      libertà che ho dentro,
      libertà
      che mi è compagna,
      libertà che è libertà;
      con degli idioti
      che non capiscono,
      dei bastardi che mi
      parlano didietro;
      tanto vale tirare avanti
      e tenere coi guanti
      solo questa libertà;
      e la società,
      è più da perdere che da trovare,
      non sempre è un sicuro bene.
      Vado avanti lo stesso,
      libertà.
      Composta mercoledì 13 aprile 2016
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        Scritta da: Stefano Medel

        Quelli dell'igiene mentale

        Quelli dell'igiene mentale
        quelli come noi,
        mai creduti,
        sempre col sospetto addosso,
        beffeggiati,
        parlati,
        criticati,
        guardati con disprezzo
        e pietà;
        qualunque cosa facciamo,
        per quanto abbiamo successo,
        o ci impegniamo,
        sempre dubbi su di noi,
        sempre pettegolezzi,
        alla fine siamo sempre dei pazzi,
        e la nostra parola vale poco,
        quasi niente;
        vita segnata per sempre,
        costretti a lottare il doppio,
        per avere dignità,
        per dimostrare,
        che non siamo
        lucchi o fessi;
        in mezzo all'idiozia della gente,
        all'imbecillità del sistema.
        Composta sabato 9 aprile 2016
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          Scritta da: Stefano Medel

          Masaniello

          Eccomi,
          additato,
          accusato,
          sparlato,
          io il pazzo,
          e chi più ne ha, più ne metta;
          dei bastardi a parlarmi sulla schiena,
          che non capiscono
          e non ragionano,
          e allora vogliono solo coprire di fango;
          ed io,
          qua,
          pazzo e genio,
          poeta maledetto
          e ribelle,
          angelo nero o erudito,
          la mia vita,
          tra luce e ombre;
          tra chi mi capisce e chi no,
          questa vita senza pace.
          Composta mercoledì 6 aprile 2016
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