Scritta da: Stefano Medel

Mattina a casa

Mattina,
il tempo passa parco e
con flemma;
uscirò o forse no,
non lo so;
la luce del sole si fa
strada
dai pertugi delle persiane;
chiuso nel mio mondo
piccolo in bottiglia;
casa mia,
le foto,
i ricordi,
gli oggetti e
le suppellettili
di tutti i giorni,
il frigo e la lavatrice;
stenderò un po';
poi un cappuccino caldo,
e via si aspetta l'ora di pranzo;
sperduto nella solitudine,
ascolto il silenzio nella stanza;
e vorrei parlare,
sentire qualcuno,
ma nessuno chiama,
il telefono tace;
tutto è inerte e fermo.
Stefano Medel
Composta giovedì 9 maggio 2013
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    Scritta da: Stefano Medel

    Manto della notte

    Notte mi ammanta di nuovo,
    col suo velo di crine nero;
    e mi cattura con le sue maliè;
    portandomi in un mondo onirico,
    tra sogno e fantasia,
    realtà e veglia;
    mentre la notte si accende di
    mille luci,
    coi lampioni solitari,
    le luminarie,
    i cartelli,
    le scritte al neon,
    le luci di cortesia;
    tutto un mondo,
    che di giorno,
    non c'è.
    E me ne sto,
    per conto mio,
    tra le memorie,
    e le cose di ieri e
    del presente,
    che si confrontano vicendevolmente;
    e il mio spirito vaga,
    nel buio, ramingo,
    in affannata ricerca della pace.
    Stefano Medel
    Composta domenica 5 maggio 2013
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      Scritta da: Stefano Medel

      Dopo la pioggia

      Dopo la pioggia,
      momento di calma,
      pausa;
      intorno pozzanghere
      di tutte le forme,
      acqua piovana,
      gocce sospese,
      per le grondaie e
      nei vetri;
      erba bagnata,
      odore di umidità,
      di piovasco,
      cielo tetro,
      malinconico,
      ti fa venir voglia
      di continuare a
      dormire,
      e a stare in casa;
      il tempo diventa lento,
      e non passa più.
      Stefano Medel
      Composta lunedì 29 aprile 2013
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        Scritta da: Stefano Medel

        Notti lontane

        Questa notte
        Sempre più lunga,
        che pare non finire mai;
        il tempo nicchia e passa
        flemmatico come
        una tartaruga stanca;
        inseguo il sonno,
        che mi distanzia e mi pianta
        in asso;
        penso alle notti in città lontane,
        con le loro luci,
        i locali notturni,
        i bar,
        i viali luminescenti;
        notti in posti lontani,
        che vedo con la fantasia.
        Stefano Medel
        Composta sabato 27 aprile 2013
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