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Scritta da: Speranza I.

Sono mute le mie labbra

Sono mute le mie labbra
al tuo cospetto
ed echeggia il mio cuore
come una notte di tempesta
se solo la tua ombra
da lontano io scorgo
come un'ape di nettare nutrita
torno in vita col vigore di un bambino
potessi io in un sonno profondo
calare la mia mente
allo svanire delle tue sembianze
col letargo del sole
per rivivere domani.
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    Scritta da: Speranza I.

    La pigrizia, la ragione e il sapere

    Incrocio sempre più spesso
    e mi ci fermo volentieri,
    la pigrizia del non pensare
    e poi la ragione
    buttata lì
    su una panchina
    dormiente
    come un vecchio barbone
    dal cattivo odore
    rassegnato dai troppi no
    e poi il sapere
    il sapere che rende
    meno sudici i sacchi a pelo
    più pulite le elemosine
    attutisce perfino il rumore
    stridente, ferroso dei treni
    che avvolge, di morbida tolleranza,
    ogni gomitata.
    Resto in compagnia,
    non so se a malincuore
    della pigrizia del non pensare.
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