Poesie di Sir Jo (Sergio Formiggini)

Analista Programmatore, nato a Vibo Valentia (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Sir Jo Black

Ogni notte - Prima stesura.

Nella notte, agli occhi della casa senza tetto,
le stelle portano gioia.

Ma a volte,
come specchio colpito da un sasso,
il cielo si rompe e cade a pezzi
e le stelle cadono giù.

Rotolano via nei fiumi che sgorgano dallo sguardo
che fissa il vuoto del cielo infranto.

Pianto triste, porta via le luci.

Scaglie buie conficcate nelle membra.

Con dolore le staccherai
una ad una riponendole al tuo fianco.

Raccoglierai e riporrai ogni luce
che non è scivolata via...

Aspetterai il nuovo vento
per affidargli quei pezzi...

Gli chiederai di andare in alto
per ricomporre il tuo cielo stellato.
Sir Jo (Sergio Formiggini)
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    Scritta da: Sir Jo Black

    Ogni notte

    Ogni notte,
    agli occhi della casa senza tetto,
    portano infinita gioia mille stelle.

    Poi accade:
    specchio colpito da un sasso,
    il cielo si rompe e cade,
    precipitano giu le stelle.

    A cento a cento rotolano via,
    annegano nel fiume che sgorga dallo sguardo.

    Sguardo perso nel vuoto cielo infranto.

    Pianto triste porta via la luce.

    Scaglie buie di nero cielo,
    tagliente vetro,
    si conficcano nelle membra.

    Con dolore le staccherai
    ad una ad una,
    le riporrai al tuo fianco.
    Aggiungerai ogni luce non scivolata via.

    Nel vuoto aspetterai nuovo vento,
    gli donerai: scaglie, luci e lacrime.

    Al suo soffio chiederai:
    -"Sali in alto!"
    -"Porta lì su il mio dono!"
    -"Ricomponi cielo e stelle!"

    Riposerai aspettando...

    Ogni notte,
    agli occhi della casa senza tetto,
    portano infinita gioia mille stelle.
    Sir Jo (Sergio Formiggini)
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      Scritta da: Sir Jo Black

      Nel bosco

      Protetto dal bosco,
      accompagnato da Luna rinata,
      ascolto il canto della Madre.

      Immerso in fili d'argento,
      rapito dal ritmo del vento,
      espando il corpo danzando.

      Protetto dal cielo,
      leggendo la parola delle stelle,
      ascolto il canto nell'anima.

      Unito il cuore alla Terra,
      appagato dal sapore dell'aria,
      espando l'anima all'Universo.

      Ora sono pieno di luce:
      Ho amato...
      Posso continuare il viaggio...
      Sir Jo (Sergio Formiggini)
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        Scritta da: Sir Jo Black

        Le brume di novembre

        Le brume di novembre,
        dal campo dei cipressi,
        salgono al cielo pesto.

        In un tetro suono,
        spicca il volo,
        alata sagoma nera.

        Tre giri sul campo,
        tre tetri richiami
        aprono l'aria immobile.

        Tre brividi vibrano l'anima
        ed il suo occhio s'apre sul tempo.

        Per ogni brivido un immagine:

        Tre lustri di bianche mani,
        sporte da nero cappotto,
        posan terra umida di pianto
        sul simulacro della speranza
        di apprendere il mondo.
        Ora è andata...

        Tre fiori, da bianche mani,
        sporte da nero cappotto,
        appoggiati, ancor umidi,
        sul simulacro della speranza
        di condividere il mondo.
        Ora è andata.

        Tre lacrime sul volto bianco:
        una per un padre non avuto,
        una per un amore staccato,
        una per l'anima che è andata ora.

        Poi, sul campo dei cipressi,
        nelle brume di novembre,
        di nuovo il silenzio.
        Sir Jo (Sergio Formiggini)
        Composta lunedì 20 ottobre 2008
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          Scritta da: Sir Jo Black

          Porta bianca

          Un ultimo terremoto
          sul volto di terra incolta,

          un ultimo fremito
          tra i raggi di sole sulla collina bianca.

          Poi:

          Immobili laghi,
          svuotati,
          sbarrati.

          Occhi di silenzio infinito.

          Lenta mano
          per togliere luce
          dove non vibra più acqua.

          Lenta mano
          per raccogliere
          raggi di sole sparsi.

          Lenta mano
          a sparger bianco
          su un volto di terra appassito.

          Mi resta, bianca,
          una porta alle spalle...
          Sir Jo (Sergio Formiggini)
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            Scritta da: Sir Jo Black

            Preghiera

            Un giorno, un incubo:
            Ho visto te,
            il tuo volto disteso...
            Chè vita fosse,
            per i tuoi cari e te,
            pregavi gli antenati...

            Poi la tua ombra grigia
            inginocchiata sul muro
            nell'infinito bagliore
            che Enola scagliò.

            Dei tuoi cari polvere...

            Non aiutarono, gli avi,
            te, né i tuoi cari...

            Vorrai, tu, aiutar noi
            antenato del nulla?
            Sir Jo (Sergio Formiggini)
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              Scritta da: Sir Jo Black

              Viola

              La mia vita scivola via,
              scivola a terra, filtra giù...
              Labbra livide, occhi pesti...
              Barcollante vampiro scendo...
              Vorrei raccoglierla: mani a coppa...
              Sono sceso...
              Filtra rosso dal soffitto
              allargandosi sul muro...
              Ancora giu... più giu...
              Labbra nere, occhi vuoti,
              pallidi passi per scendere...
              Per raccogliere vita:
              mani a coppa raccolgono
              grumi neri...

              Ora occhi sbarrati sul tetto,
              infinito, bianco...
              raccolgono un terribile sole...

              Urlo...
              Sir Jo (Sergio Formiggini)
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                Scritta da: Sir Jo Black

                Maledizione

                Perché non posso essere cervo?
                Correrei senza catene nel bosco.

                Perché non posso essere aquila?
                Volerei nel vento tra i monti.

                Perché non posso essere delfino?
                Nuoterei fino al cuore del mare.

                Perché non posso essere leone?
                Possederei la mia compagna.

                Perché non posso essere pietra?
                Immobile nel vuoto non sentirei...

                Invece guardo dea Luna e piango.

                Maledetto dagli dei:
                vivrò nel sentire,
                avrò un'anima dolente,
                avanzerò inutili passi...
                Sir Jo (Sergio Formiggini)
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