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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Polvere (trasparente)

Troppo complessa è la vita:
come dire di cosa sia fatta?
Non so.
Non sono più certo di niente,
ma questo non è più un problema;
e forse l'errore più grande
è cercare fiducia dagli altri.
E ora gioco la nostra partita,
ma non so di che gioco si tratta:
non ho amici, nemici, né un ruolo,
ma di certo qualcosa farò.
So soltanto che tutto è parziale,
e ogni tutto non si può spiegar tutto;
sia che poi tu stia bene o stia male
tutto cambia, e diventa più uguale.
Silenzio nelle stanze del cervello;
forse solo un rubinetto che goccia,
un ricordo di rabbia e paura,
d'angoscia e di istinto ribelle,
che il sonno e la chimica del corpo
ha assopito in innocua memoria.
Ma ci sarà presto un risveglio, e
senza sapere se a torto o a ragione,
ci sarà, questo è certo, poesia.
Composta mercoledì 23 agosto 2000
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Macchie di cristallo

    La fede è un dono prezioso
    brillante nella notte più assoluta;
    ma, Signore, tu che l'hai lasciata all'Uomo
    credevi davvero potesse restar pura?

    C'è chi l'ha sporcata con la legge,
    Verità sacrificata all'apparenza,
    fatta grido per soffocare il cuore
    svuotare l'anima e affogarvi anche il Tuo nome.
    Ci sono fedi sporche di lavoro
    assoggettate ad un ritorno personale
    molto concrete, fedi di poco spirito.
    Molte altre sono sporche d'ignoranza
    abbarbicate alla superstizione
    occhi offuscati davanti al vero.
    Altre invece sporche solo di sapienza
    arroganza di sentirsi superiore
    e giudicare.
    Ci son macchie d'ogni tipo,
    d'ogni grado di colore:
    esibizione
    copertura
    alibi
    aridità
    acidità
    sesso
    ideologia
    ipocrisia
    pura teoria a cui la vita non sta dietro.

    Ed io? Se gioco mi sporco volentieri.
    Forse non è come volevo: per tenerla pulita
    da tutto
    l'ho messa dietro a un vetro.
    Ma il cristallo del timore spesso è immerso in mille tinte
    per farlo trasparente,
    forse meglio romperlo...

    Signore, tu sei Vita!
    Io un piccolo essere
    che ha sporcato la sua fede con le macchie della vita.
    Composta martedì 4 maggio 2010
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      LABIRINTICHE DISTANZE

      Parole maturate nella mente:
      pensieri digeriti dentro al cuore.
      Signore: sbaglio tutti i giorni,
      non so mai regolarmi
      non so come spiegarmi
      ma so che sai già tutto.
      Signore: in un turbine d'egoismo,
      in un vortice d'ipocrisia,
      tra pensieri, parole, ed azioni sbagliate,
      confuso ti chiedo perdono.
      Mi perdo, ho bisogno d'aiuto,
      del tuo.
      Signore: ed io? Quanta la mia ipocrisia?
      l'egoismo, il peccato, il mio male?
      Fino a dove arriverò?
      fino a dove sarà chiuso, sarà duro questo cuore?
      Signore: quanto è lontano,
      quanto sono lontano dal Regno dei Cieli?
      Composta sabato 14 ottobre 2000
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