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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Percorso

Dolcissimo incubo,
sogno triste e pauroso:
mi porti una strada di curve campestri,
di teneri arbusti sudati dal sole,
di petali allegri nel buio notturno.
Un'auto – la guido! – la segue leggera,
asseconda le curve volando, leggera,
inconsistente ed eterea, leggera:
oh fresca giornata d'estate!
non sa dell'attrito.
Ma la notte, no: nella notte
l'asfalto costringe il suo moto,
mi giro nel buio totale: son vivo,
son solo, da solo. E soltanto
così vedo gialli quei fiori.
Non m'importa:
sogno o angoscia, giorno o notte,
del colore dell'estate o con il sangue mio versato,
io ci proverò a seguirti, dolce strada:
chissà dove arriverò.
Composta venerdì 13 ottobre 2000
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Insonnia

    Fa caldo stanotte: le tre
    ma proprio non riesco a dormire; fa caldo.
    Il sudore mi bagna le tempie,
    nel petto il mio sangue ribolle.
    Non dormo; non è tutto qui:
    c'è che dentro il mio cuore, frenetico
    lavora un mostro delicato,
    trasmette al cervello stranissimi impulsi.
    È un sentimento misto:
    rancore
    rabbia
    dolore
    spiacere
    tristezza
    angoscia
    dubbio.
    Mi manca qualcosa,
    non ho più la pace,
    non ho la certezza che solo un amico sa darti.
    E sei stato finora l'amico più stronzo,
    che tutto mi dava fuorché le certezze,
    ma adesso che non ci parliamo da un giorno
    capisco: per questo eri molto importante,
    per questo sei molto importante:
    non solum, sed etiam.
    Capisco che no, non viaggiamo su stesse frequenze,
    ma che l'amicizia è tutt'altro che questo.
    Per questo non dormo: ho cercato
    la sensazionalità dell'evento, scordando
    che tu non ti chiami Matteo.
    Sapendo che mai fileremo d'accordo
    - la tua prepotenza, il mio orgoglio
    vigliacco e permaloso,
    un po' geloso, un po' stupido, un po'
    dignitoso
    nel bene e nel male –,
    coscienti di questo
    cresceremo arricchiti.
    A questo io credo.
    Per questo so di poter dire che
    ti voglio bene.
    Composta venerdì 25 agosto 2000
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Esperienza naturale

      Dall'alto di un muro scoglioso
      a picco sui flutti del mare
      sto qui, con la mente in silenzio,
      e i sensi in spontaneo stupore:
      non devo più chiudere gli occhi
      non devo cercare il silenzio
      non devo sforzarmi per niente:
      già volo coi bianchi gabbiani,
      sospeso da un vento violento,
      su schizzi di schiuma marina,
      su rocce giallastro-aranciate,
      su salde fiorite cactacee.
      E i flutti del cuore eccitato
      si fanno più intensi e maestosi;
      nell'animo i bianchi gabbiani
      mi lasciano senza respiro;
      la pietra salmastra degli occhi
      s'accende di fiori imponenti.
      Profumi, sapori e colori
      dal mare m'allagano il sangue
      e inebriano, intensi, la mente.
      O terra di Spagna, mia fonte di vita:
      tu parte del Mondo, emozione infinita!
      Composta martedì 11 aprile 2000
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Tictac, tictac, tictac

        E intanto muore qualche punto esclamativo,
        coperto dal rumore dei rintocchi e di campane
        la vita e il tempo, cause d'arte, chissà quanto casuali.
        Ti guardi intorno e smetti, rassegnato e un po' impaurito:
        brusio interiore di molteplici interrogativi
        la vita.

        Arte e stagioni, nebbia di dubbi e d'ambigui perché;
        caso mai per caso, punti di sfogo, nascondimenti
        di chissà quanti altri mali, quali essenze,
        chissà quali e poi chi c'è.
        Composta lunedì 24 settembre 2007
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