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Poesie di Simone Sabbatini

Research Fellow, nato martedì 11 agosto 1981 a Sinalunga (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Simone Sabbatini

Letterature

La vita è un libro lunghissimo e noioso
mattone raccontato in ogni singolo minuto
particolare.
Maschere strane, singolari,
un po' creature un po' invenzioni,
un po' finzioni e un po' creatori
protagonisti lettori
mezze comparse e mezzi autori,
viaggiamo.
E andando decidiamo, o ci proviamo
a spostare il punto, dove metterlo
riempiendo il vuoto tra una riga e il sole,
tra la vita e il dolore.
Un piede sulla scena, l'altro tra le quinte
c'è chi sfoglia e si fa vento
che cancella le parole, o che le sfiora
solo, o le innamora. E c'è chi fuma
pagine incendiate del nostro tempo andato...
chi copia incolla, e c'è chi taglia. Per paura
rabbia distrazione calcolo o magia
ci tuffiamo in certi casi gli occhi chiusi in qualche apnea
pagine incollate, zone inesplorate,
che in fondo è meglio il vuoto (o almeno
ci piace attraversarlo).
Così la storia
viene fuori e si consuma insieme,
nell'aria e nelle vene,
incidente ed emozione.
Composta sabato 19 dicembre 2009
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    Scritta da: Simone Sabbatini

    Home sweet home

    Cercando lo schema ogni giorno migliore
    abitiamo vite sempre più piene
    fitte di griglie, tabelle e direzioni,
    precedenze, giustizie, noie ed eccezioni;
    al punto di sentirle creature,
    sapendole sempre prigioni.
    Finché stanchi soffiamo queste sbarre di fumo,
    ma tanta libertà in un respiro
    ci fa troppa paura. E allora
    aggiungiamo una freccia, domani una griglia
    cerchiamo uno schema migliore
    perché in fondo è accogliente
    la nostra prigione.
    Composta lunedì 17 gennaio 2011
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      Scritta da: Simone Sabbatini

      Uguaglianza

      Scopriremo forse un giorno
      l'uguaglianza.
      Tanti cyborg vestiti da persone
      tutti in fila sulle panche della chiesa
      tutti in coda, sguardo a terra, camminare
      passo passo, dirigersi all'altare.
      Ma sotto sotto controllare
      il cappellino storto della signora accanto
      la scarpa sporca di chi torna già a sedere,
      perfino il prete ha lo sguardo stanco
      mentre dice, o almeno pare,
      Buon Natale.
      E ognuno è già più buono
      a non capire
      solo aspettare
      In nomine Patri,
      sequenza di zeri
      fuor di codifica
      "andiamo grazie a Dio".
      Allora
      campane solo come tortura
      latrati di povere bestie animate,
      e animali insipidi
      in coda per un pezzo di pane.

      Cimiteri astratti di pensieri sintetici
      rifugi artificiali senza inferni e paradisi
      di preghiere eteree verso tombe vuote.
      Cimiteri da schiamazzo il 2 novembre
      da strapazzare i morti di fiori e avemarie;
      da stramazzare morti tutto l'anno
      non più nel corpo, non nel cuore
      morti soli nell'oblio.
      Composta martedì 16 novembre 2010
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        Scritta da: Simone Sabbatini

        Sudore

        Tanta fatica per nulla.
        Tanto rumore
        occluso
        nel tuo silenzio ottuso,
        infantilmente bello
        e terribile,
        e le mie brutte mani
        in questo stesso bivio
        di parole soscritte, che
        non so scrivere,
        modi difficili da dire
        ridere chiassoso da museo
        e sempre la stessa insoddisfatta fame.
        La strada intrapresa ci naviga un po' addosso,
        per forza o per rancore, asfaltata di tempo.
        Composta domenica 10 febbraio 2008
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