Poesie di Simona Giorgino
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Ho dimenticato il cuore
Ho dimenticato il cuore
l'ho dimenticato lì,
sul letto, tra le lenzuola sgualcite
e le tue mani ancora tremanti,
e ho i pensieri che corrono infantili -
si ammassano, si scontrano,
girano senza sosta
fino a finire come in un vortice,
con impeto e dolcezza insieme.
Ho dimenticato anche l'anima,
lì, dove ancora sei disteso
con gli occhi fissi nel vuoto
e le labbra dischiuse in quel bacio
di cui abbiamo tanto sognato -
l'eternità.
Puoi dirmi?
Puoi dirmi l'amore?
Stasera sono senza parole,
e se parlo, parlo solo con il silenzio
e con il cielo.
Puoi dirmi di te e dei tuoi
pensieri, puoi svelarmi i segreti
del vento che soffia
e delle stelle che si accendono
di notte?
Puoi dirmi ancora che mi ami
e spiegarmi quanto e come
per te sia per sempre?
Sono senza parole stasera,
ma se parli tu, io scaccio via il silenzio
e ti ascolto volentieri.
Frammenti di luna
Di come a volte il buio
mi inghiotte di desideri
ti parlo,
che dentro agli occhi del cielo
- miriadi, miriadi -
io vedo anche i tuoi
ed immagino le tue braccia aperte
che mi avvolgono, dolcissime,
come fasci di luce.
Di come in frammenti di luna
vorrei sbriciolare il tuo sguardo
e conservarne un pezzettino
per ogni notte che viene
ti parlo,
perfino nei miei sogni li porterei,
e nei miei segreti.
Rifugi
Da fin su la cima ho veduto
piccole orme di passi
salire sin quassù
e prendere rifugio,
eravamo in tanti
mentre giù, nel porto,
la barca partiva
staccandosi dal suo nodo
Era l'ora di dire – ciao radici –
quando si andavano ad abbracciare
gli orizzonti più lontani
Poi la barca torna, laggiù,
e si lega ancora,
ma mai per sempre,
agli ormeggi di una terra
che non concede fisse dimore
Le àncore – neanche quelle si muovono mai,
stando lì, sul fondo di un mare inesplorato
che si estende proprio sotto di noi,
ai piedi di questa cima fasulla
dove il vento ha smesso di
soffiare.
Sussurri
La tua voce
sussurra parole calde
in questa notte
di silenzio.
Mi tieni la mano
respirandone l'odore,
assaggiandone il sapore.
Sai di teneri
abbracci desiderati,
sai di dolce
miele d'api,
sai di appassionati
fiati.
Mi stringi ancora
dentro a un tremore,
tu che non vuoi andare,
tu che per sempre mi vuoi
amare.