Scritta da: MoniFlà

Il fiore più bello

Il fiore più bello che avevo
era bianco,
e rosso,
e giallo,
e arancione,
e verde,
e nero.
Era il più bello di tutto il giardino.
Aveva foglie grandi,
e petali colorati,
e spine pungenti,
e nettare delizioso,
e profumo gradevole.
Era il più bello che c'era.
Brillava con il sole,
con la luna,
con la pioggia,
con la rugiada.
Era il più splendido.
Il fiore più bello
l'ho raccolto stamattina,
ed ora giace solo,
pallido,
freddo,
inerte
sul gelido marmo tombale
che ho costruito nel mio cuore.
Simona Flamenca
Composta sabato 15 marzo 2003
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    Scritta da: MoniFlà

    28 dicembre 1908

    Danza la terra, danza.
    Attimi di dolore.
    Nettuno ingoia la sua falce.
    Danza la terra. Efesto s'adira.
    Zancle odora di morte e distruzione.
    E l'urlo di una madre disperata
    scava insieme a lei tra le macerie.
    Danza la terra crudele ballo di sgomento.
    Nessuno canterà l'orrore
    delle vittime dell'ira degli dei.
    Simona Flamenca
    Composta lunedì 13 settembre 1999
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      Scritta da: MoniFlà

      Ormai non conto più le stelle.

      Ormai non conto più le stelle.
      Come vorrei poter perdermi un'altra volta
      in quella piena immensità!
      Io, così vuota, così piccola,
      io, stanca e confusa
      per tutte quelle notti
      in cui solo l'oscurità mi era amica.
      Ho smesso di contare gli astri
      così come ho smesso di respirare
      l'aria delle mie spiagge
      e delle mie colline, e da allora
      i giorni passano lenti e senza senso,
      da allora ogni abbraccio perduto
      è un abisso di tenerezza
      che viene a mancare alla mia vita.
      Ormai non conto più le stelle...
      Adesso conto soltanto i minuti
      che mi separano dalla mia terra
      e mi portano qui,
      dove la solitudine
      è l'unica stella che splende nel mio cielo.
      Simona Flamenca
      Composta domenica 19 novembre 2006
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        Scritta da: MoniFlà

        Nonno addio

        Il sole agonizzando se n'è andato
        lasciando spazio al cupo freddo gelo
        che t'ha coperto con un bianco velo
        ed il calor del corpo s'è portato.
        Addio sussurro mentre soffia il vento,
        saluto te il cui cuore s'è fermato,
        te che qui da sola m'hai lasciato,
        te che ascolti il triste mio lamento.

        E resto così, in un silenzio simile al tuo.

        E mentre adesso nella dipartita,
        il corpo resta immobile e straziato,
        sai che quel dio che sempre hai pregato
        è mera invenzione della vita.
        I tuoi ricordi sempre in me vivranno,
        quaggiù non ti potrò dimenticare
        per quell'amore che hai saputo dare
        a me, mio nonno e padre, nell'affanno.
        Simona Flamenca
        Composta martedì 1 marzo 1994
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