Poesie di Silvio Squillante

Studente universitario, nato venerdì 8 giugno 1990 a Nocera Inferiore (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvio Squillante

Si muove lento lo sguardo...

Si muove lento lo sguardo,
ancora più lenta la testa,
sfili un altro ricordo dalla tua anima,
ne sento già nell'aria l'odore.
Una foto sbiadita che sa di già visto,
profonda malinconia,
riavvolgi quel pensiero che parla di noi
che come carta in una macchina da scrivere,
lettera su lettera, riscrivi il tuo futuro.
Il mio inferno è per il cuore,
il paradiso per la pelle,
ma tu sei alla disperata ricerca
di un purgatorio per la tua anima.
Silvio Squillante
Composta domenica 13 gennaio 2013
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    Scritta da: Silvio Squillante

    Urli addio ma vorresti dire ciao

    La macchina andava via
    dal retrovisore il suo viso.
    L'oscurità avvolgeva tutto,
    solo la fioca scintilla di un lampione,
    altri passi verso me che vado,
    penso a chi per primo ti rimboccherò le coperte
    quando sarai a letto.
    Mi sento vecchio andando via,
    pensando ancora a te,
    a nient'altro che vada al di là
    di ciò che sei, oltre mani e labbra,
    le tue gambe e le tue braccia.
    Urli addio ma vorresti dire ciao,
    urli addio ma vorresti dire ciao.
    Silvio Squillante
    Composta domenica 13 gennaio 2013
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      Scritta da: Silvio Squillante

      Se ho toccato il fondo era per prendere la spinta...

      Se ho toccato il fondo era per prendere la spinta
      inseguendo un'idea di bellezza oramai dimenticata,
      la mia voglia di vivere senza catene.
      La felicità non è solo tirar su gli occhi
      ma anche imparare a cadere,
      senza lacrime,
      avendo già chiaro in mente
      la voglia di rialzarsi.
      Silvio Squillante
      Composta lunedì 29 ottobre 2012
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        Scritta da: Silvio Squillante

        Baciami

        La tua pelle si tinge
        dei colori del tramonto
        se le mie dita
        troano posto sulle tue guance,
        scivoli piano nei miei pensieri,
        seguo con la punta delle dita
        il profilo leggero delle labbra.
        Gli angoli della bocca si tendono
        e smetti di celarmi
        le ombre che disegnano
        i nostri sguardi presi,
        nascondi in fondo agli occhi
        e nelle pieghe del tuo volto
        il verbo desiderare,
        tremi per l'attesa,
        labbra su labbra,
        inizi di nuovo a sorridere e tremare.
        Silvio Squillante
        Composta lunedì 29 ottobre 2012
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          Scritta da: Silvio Squillante

          Perché parlo della tristezza?

          Perché parlo della tristezza?
          Perché se gioisco parole non ho
          fumo con la pioggia
          e butto giù sorrisi se fuori c'è sole.
          Mai vissuto per respirar soltanto
          sempre pronto a pieno polmoni a sentirmi vivo,
          in fila a ricordami il colore del cielo
          ho debiti con il mio futuro
          perché indietro non mi volto mai.
          Mi faccio male giù dal cuore,
          un'altro graffio sulla pelle,
          odio le speranze, le attese,
          ma verso di te, io, non ho pretese,
          ritardo anche il sonno,
          per te mi deformo
          sarò ciò che vuoi per non esser mai me stesso.
          Perché parlo della tristezza?
          Seguimi, come una stella,
          e poi chiedimelo ancora
          ma ti prego, non creder mai ad ogni mia parola,
          sono nient'altro che il risultato del mio tempo
          l'equazione di anni nulli,
          di pensieri condivisi insieme al tormento.
          Silvio Squillante
          Composta martedì 16 ottobre 2012
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