Poesie di Silvio Squillante

Studente universitario, nato venerdì 8 giugno 1990 a Nocera Inferiore (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvio Squillante

Il possente lamento della pittura...

Il possente lamento della pittura
traspare dal disordine con cui son disposti
quei riflessi d'anima,
in una nuvola di irresponsabilità
il pittore butta giù il suo dolore...
non è olio su tela
ma sangue,
il giallo è un emorragia cicatrizzata
che si porta con se garza e punti,
il viola è sangue morto
figlio di botte al cuore
forti e rilvelatrici come le sbronze
di Kerouac e Bukowski.
Ladri d'anima e colature non volute
sono i cavalieri
che difendono questa nuda confessione.
Silvio Squillante
Composta mercoledì 16 marzo 2011
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    Scritta da: Silvio Squillante

    Scriverò un giorno di questa mia irrequieta nostalgia

    Il bambino sorride
    a quel caldo sussurro,
    stringe tra le dita il pollice
    di sua madre, iniziando a riempirsi il cuore.
    Il giovinetto alza il capo
    sotto le immense lacrime,
    scuote il suo spirito dionistico
    in un'elettrica danza.
    L'uomo si fa attento al profumo
    che trasale dalla legna arsa,
    stanco si avvicina, sicuramente
    ammucchierà in un cantuccio quella cenere.
    Scriverò un giorno
    di questa mia irrequieta nostalgia,
    magari lo farò parlando
    al presente dei mie anni migliori.
    Silvio Squillante
    Composta mercoledì 16 marzo 2011
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      Scritta da: Silvio Squillante

      Andar via dal letto di lei...

      Andar via dal letto di lei
      per evitar di lasciarci dentro il cuore.
      Crescere in fretta
      per paura dei sogni.
      Riempire di rumori le orecchie
      evitando il lamento di una madre straziata.
      Giocare a vivere
      sotto gli occhi vigili della società
      per paura d'essere se stessi,
      nient'altro che danzanti sputi
      sul davanzale della realtà.
      Silvio Squillante
      Composta domenica 6 marzo 2011
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        Scritta da: Silvio Squillante

        Invettiva (XXI secolo)

        Scheletri di case come trasparenti barattoli,
        ospitano guazzanti anime sole
        che si incontrano solo per andare al cesso.
        Cola lenta la solitudine
        dai disegni elettrici che ornano la città,
        ora so quanto male procurano
        questi bagliori al neon
        alla nostra cieca società.
        Rannicchiati schiena contro schiena
        il buio mi parla della sua cecità,
        mi racconta del pianista non vedente
        che seppe innamorarsi
        ascoltando soltanto la voce.
        Mi allontano cingendomi il viso,
        quanto vorrei esser cieco come te
        mia cara notte!
        Silvio Squillante
        Composta martedì 22 febbraio 2011
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