Poesie di Silvio Squillante

Studente universitario, nato venerdì 8 giugno 1990 a Nocera Inferiore (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvio Squillante

La mezzanotte mi sorprese...

La mezzanotte mi sorprese
in una rivelazione solitaria,
la mezzanotte mi sorprese
quando era ancora ingenuo e puro.
Lasciatemi sotto questo cielo,
lasciatemi creder che il sole non muoia mai
ma si faccia spazio nella notte
attraverso delle piccole crepe
che gli stolti chiaman stelle.
Silvio Squillante
Composta martedì 5 aprile 2011
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    Scritta da: Silvio Squillante

    L'Italia

    Figlia, madre e donna,
    illegittima, gravida e vedova
    cornice squallida che sminuisce una tela antica.

    La sento recitar in dialetto, comprare in inglese
    ed andar giù di lingua con lo stolto imperatore.
    In bilico sulla corda di un mandolino,
    suona goffamente una canzone imparata in chiesa.

    Io amo l'Italia!
    odio il suo retaggio morale,
    il suo atteggiarsi a "vergine"
    nascondendo la sua vera anima,
    nascondendo uno spartito di sangue e burocrazia.
    Silvio Squillante
    Composta martedì 5 aprile 2011
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      Scritta da: Silvio Squillante

      Il poeta!

      Il poeta è la voce di tutti,
      non scrive per se stesso ma per gli altri,
      dà voce a chi non ha voce,
      è le mani di chi ha sempre troppo da fare
      per scrivere della vita.
      Il poeta è pioggia che scintilla,
      imperla le foglie del vivere
      esaltandone sfumature e colori,
      vive in bilico come la possibilità di riconoscere
      una lacrima durante un acquazzone.
      Il poeta è una stella,
      è luce che si ammassa e cade,
      puro colar di faville dal cielo notturno
      è la bocca stupida di una bambino
      che canta in un coro
      composto soltanto da lui.
      Silvio Squillante
      Composta martedì 5 aprile 2011
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        Scritta da: Silvio Squillante

        Sorpresa e turbamento si radicarono in te...

        Sorpresa e turbamento si radicarono in te
        mentre scioglievo il mio ultimo segreto:
        "un cuore debole ed un fil di fiato
        sono miei compagni fedeli".

        Chiamarla vita non mi fa sentire meglio,
        chiamarla morte sarebbe prematuro,
        spendo giorni interi
        a perder diottrie sopra un libro.

        Sfiorò il tuo orecchio questo battito di vita,
        lambirono in modo sensuale i tuoi occhi
        le mie enormi iridi,
        mentre m'abbandonava il vital respiro.

        Lettura più bella non conobbi
        al di fuori di quegli attimi,
        al di fuori della mia vita
        vissuta tutta d'un fiato.
        Silvio Squillante
        Composta sabato 26 marzo 2011
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          Scritta da: Silvio Squillante

          No Title #1

          Brillante pioggia
          illuminò le rughe
          di quel salice dalla pelle spessa.
          Ritto nella sua vetusta anima
          implorava pietà,
          si sporse in un impeto d'amore
          supplicando Dio di non portargli via
          il suo ultimo pezzo di vita,
          di non far piangere
          il suo vecchio cuore.
          Cadde distrutto nel portico
          ma si tirò su in primavera
          in tempo per raccontar la storia
          dell'aquila che maestosa volo via
          aprendo le sue possenti ali.
          Silvio Squillante
          Composta mercoledì 16 marzo 2011
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