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Le migliori poesie di Silvio Squillante

Studente universitario, nato venerdì 8 giugno 1990 a Nocera Inferiore (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Silvio Squillante

14-12-2010 "Roma"

Urla! urla! urla...
fino a sentire il fremito dell'uguaglianza
che tutti dicon di vendere.
Corri! corri! corri...
sul valzer cadenzato dei tuoi ideali pulsanti.

Protesta! protesta! protesta...
muro invalicabile prima del nostro cuore.
Violenza! violenza! violenza...
deflagrazione in bocca alla bambina
che porta il nome di "libertà".
Composta giovedì 16 dicembre 2010
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    Scritta da: Silvio Squillante

    Scriverò un giorno di questa mia irrequieta nostalgia

    Il bambino sorride
    a quel caldo sussurro,
    stringe tra le dita il pollice
    di sua madre, iniziando a riempirsi il cuore.
    Il giovinetto alza il capo
    sotto le immense lacrime,
    scuote il suo spirito dionistico
    in un'elettrica danza.
    L'uomo si fa attento al profumo
    che trasale dalla legna arsa,
    stanco si avvicina, sicuramente
    ammucchierà in un cantuccio quella cenere.
    Scriverò un giorno
    di questa mia irrequieta nostalgia,
    magari lo farò parlando
    al presente dei mie anni migliori.
    Composta mercoledì 16 marzo 2011
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      Scritta da: Silvio Squillante

      Ci sono re che (in mezzo al altri re) si sentono sudditi

      Solitario nelle mie scarpe
      canticchio un vecchio motivetto
      errante per le strade
      di New York o di Brasilia,
      le stesse di Copenaghen o Basilea.
      Sul fianco della collina
      e sulla facciata di un palazzo
      uomini stupidi mi guardano
      infilzandomi con il loro indice.
      Ammiro la mia ombra
      saltellare insieme ad altre
      allegri discoli senza padre,
      e noi?
      Salviamoci la mente, salviamoci la mente.
      Composta mercoledì 18 maggio 2011
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        Scritta da: Silvio Squillante

        Non disdegno più l'appellativo di folle...

        Non disdegno più l'appellativo di folle,
        da quando esso cataloga
        chi come me,
        vuol esser felice ad ogni costo
        e cambiare il mondo con i suoi ideali.
        I saggi scrutano con sdegno la realtà,
        mi invitano a cospargermi di denaro e di anni.
        Rinnega la tua anima, oh poeta,
        rinnega la stupida corsa
        che ti vede competere col treno
        e spompato poi allungare il viso
        in uno stupido sorriso.
        Composta martedì 8 febbraio 2011
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