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Scritta da: Andrea De Candia

Non invano hanno soffiato i venti

Non invano hanno soffiato i venti,
non invano c'è stata la tempesta.
Un misterioso qualcuno ha colmato
i miei occhi di placida luce.

Qualcuno con primaverile dolcezza
ha placato nella nebbia azzurrina
la mia nostalgia per una bellissima,
ma straniera, arcana terra.

Non mi opprime il latteo silenzio,
non mi angoscia la paura delle stelle.
Mi sono affezionato al mondo e all'eterno
come al focolare natio.

Tutto in esso è buono e santo,
e ciò che turba è luminoso.
Schiocca sul vetro del lago
il papavero rosso del tramonto.

E senza volerlo nel mare di grano
un'immagine si strappa dalla lingua:
il cielo che ha figliato
lecca il suo rosso vitello.
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    Scritta da: Lucio Dusso

    Io lo ricordo, amata, io lo ricordo

    Io lo ricordo, amata, io lo ricordo,
    Lo splendore dei tuoi capelli;
    Non fu allegra vicenda, né leggera,
    Per me l'abbandonarti.

    Delle notti autunnali mi ricordo,
    Del murmure nell'ombra di betulle:
    E se allora più corti erano i giorni,
    Più a lungo dava luce a noi la luna.

    Ed io ricordo che tu mi dicevi:
    "Questi anni azzurri se ne andranno via,
    E tu, mio amato, dimenticherai,
    Per sempre, per un'altra".

    Ma oggi il tiglio che va rifiorendo
    Di nuovo ha ricordato ai sentimenti
    Come teneramente cospargevo
    A quel tempo i tuoi riccioli di fiori.

    E il cuore, non disposto a raffreddarsi,
    E amando un'altra con malinconia,
    Va ricordando con quell'altra te,
    Come un lungo racconto prediletto.
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