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Tergi-Verso

Sei in ogni umano ed è danneggiata la mia realtà
come un angelo in volo se ne va.

Mi ricordava Bologna di notte,
occhi profondi come grotte.
L'odore dei giornali alle cinque del mattino.
Guardava la strada da un finestrino...
La città vuota era una ridente campagna,
il viso mio si bagna...
da questa ultima giornata non ho più sue notizie.

Accarezzo il gatto masticando liquirizie...
Ho il cuore di crema,
rido come una scema.
Ho perduto il suo volto
nell'orchestra dei violini
io l'ascolto.
Il richiamo suo mi viene a cercare,
non so come cambiare.
Ho chiuso la porta dei pensieri
confondendo i miei emisferi.

Se mi cerchi dentro a un sogno...
sei profumo di castagno,
porti giara e primavera
immergendomi le mani nell'acquasantiera.

Prego il Dio del mondo e dell'universo,
con poesie tergiverso.
Con l'anima confusa, il timore se ne va...
a bordo di una nuvola,
cantando forte il tempo volerà...
dimenticando questa mesta favola.
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    L'oblio ci salva

    Nel nostro unico e irripetibile destino
    sono il guerriero che attraversa la città abbandonata.
    La cicatrice non fa la ferita,
    imperterrita la mente affonda nel balsamo della vita.
    Dimentica il trauma
    la mente non si ferma mai... abbracciala.
    Sono quella che guarda alla finestra
    nella casa del destino.
    Ci sono immagini aldilà del tempo
    che germogliano e si evolvono.
    Sono ora e non ho un tempo...
    non saranno le ferite a cambiare
    il lato segreto ed autentico dell'anima.
    Percorro l'universo tra i suoni e gli odori del mondo,
    nel profondo buio della notte,
    i sogni sono dita aperte che compaiono dal mare,
    ancore che mi portano
    a immergermi nella pratica realtà.
    Composta martedì 3 maggio 2016
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      Gelida

      Mi parla il gelo
      c'è un bivio nero
      ci aspetta per dividerci nel mistero
      e restiamo soli.
      Tu già sai che vivrei per aspettarti
      ti proteggerei
      con il vento lodarti,
      ti accarezzerei
      con il primo raggio
      ti sveglierei.

      Spero solo di saperti
      lì con qualcuno
      che possa amarti.
      Umile anima bianca
      va stanca
      ma il sonno non arriva
      come un vetro mi appanno.
      Non brillano gli occhi
      che pena
      avere un cuore che cerca il sole.

      Ravviso che tutto da me si allontana
      e chiedo
      perché sia una punizione
      avere un cuore che ti reclama.

      Chino la schiena
      strappo un fiore via dal prato
      lo adagio sul petto
      vado via...
      Il fiato è corto
      e si taglia con il gelo che diventa lama".
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