Scritta da: Scyna Suffiotti

Mia madre

Ho conosciuto mie sorelle
nel grembo di mia madre.
Quando lei ancora non le vedeva,
ma le aveva solo immaginate.
Io si, le vedevo, le guardavo,
erano riflesse tra i suoi pensieri,
tra i sogni.
Perché lei, tesseva sogni,
con fili di pianto.
Tesseva donne e magie
tesseva parole di cuore.
Senza di quelle
non ci saremmo mai incontrate.
Ora un filo azzurro,
ora uno rosso,
ora un filo di voce.
Erano mani intrecciate
che cercavano un punto
dove stare a riparo.
Dove essere sorelle
dove essere fili
come canti senza la voce.
Io vi ho conosciuto
tra le sue lacrime asciutte
e i sorrisi d'avorio,
mentre cuciva
su di noi catene di ragno
e legami insolubili.
Scyna Suffiotti
Composta venerdì 13 marzo 2015
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    Scritta da: Scyna Suffiotti

    Ticket for Oz

    Sono una clandestina di primavera,
    ho viaggiato in prima classe
    tra le foglie autunnali
    senza bagaglio,
    vestendomi di addii comprati alla stazione
    niente saluti per me,
    solo scomodi sguardi sgualciti
    bagnati dall'umido soffocante
    di un abbraccio rattopato.
    Nessuno sa dove io sia
    mi son persa
    ma quando mi perdo
    io sono a casa.
    Scyna Suffiotti
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      Scritta da: Scyna Suffiotti

      Aquiloni di scheletri

      Vedo passare sulla mia testa
      aquiloni di scheletri,
      scricchiolano e cantano
      parole di fumo
      rincorro, anche oggi
      farfalle d'argento e vascelli fantasma
      che mutano al sole
      mentre spiegano
      le loro vele d'inchiostro
      e spariscono all'orizzonte
      verso la nuova fenice.
      Ho lacrime di cera,
      ognuna porta in sé
      un piccolo tassello
      della mia maschera
      ogni sorriso è una crepa
      ogni crepa una luce.
      Declini di vecchi tramonti e nuove aurore
      sulle mie labbra
      ogni rivolo d'acqua salata
      un ricordo da salvare
      tra candidi gelsomini e
      bianchi oleandri di veleno.
      Scyna Suffiotti
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        Scritta da: Scyna Suffiotti

        Il tempo si è fermato qui

        Il tempo si è fermato qui,
        con me
        mi sono scostata un po' più in la per farlo sedere accanto...
        Gli ho offerto dell'acqua fresca, della frutta e del pane croccante; mentre gli parlavo a voce bassa per non distrarlo...
        Ogni fiore danzava tra i leggeri sospiri del vento, le nuvole di candida mussola viaggiavano e noi ascoltavamo il ronzio dei bombi e le cicale fare festa sotto i covoni appena tagliati di erba medica.
        Questo silenzio di vita rattristò il tempo, che, per una volta si guardò indietro,
        E mi disse: ho voglia di rimanere qua,
        continua tu...
        E con un gesto delicato appoggiò sulla mia spalla il suo capo e... si addormentò.
        Scyna Suffiotti
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