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Poesie di Sara Tagliaferri

Nato sabato 9 novembre 1991 a Ponte dell'olio (Italia)

Mondo a parte

Pensiero riflesso.
Le finestre dell'anima
spalancano le ante;
filtra stupito
diffidente,
il raggio di sole.
Fra miriadi di scaffali,
lucchetti d'argento per ogni ricordo,
dal cuore obliato.
Le chiavi le ho nascoste,
se la mente è infinita,
universo
mondo a parte.
Ovunque,
potrei averle sepolte.
una duna di sabbia sorride,
elegante il brillar dell'oro
fra i granelli ordinati.
E le chiavi,
sprofondate nella melma
del fondale,
le sentirò tintinnare
fra le onde dell'impazzito umore.
Non le andrò a cercare mai più.
Mi lascerò cullare.
Si, mi lascerò cullare.
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    Oltre il cielo

    Respiro desideri
    fre le nuvole disposti,
    ogni stella cadente,
    un segreto
    chiuso
    nello scrigno di brillante.
    Ondeggio sopra i venti
    cullata dalle brezze,
    carezze vellutate,
    raggi di sole ondulati,
    schivano la notte
    buia,
    per raggiungere il sole
    e scordare la paura.
    Nei sogni sorretti da fili di seta
    dimentico i bisogni,
    oltre il cielo.
    Paradiso delle visioni notturne.
    Intravedo la solitaria luna,
    regina della notte
    bruna;
    il ciglio rivolto al sole
    riflette i raggi
    che cercano il perduto amore.
    Il cuore rivuole la sua parte,
    come il sole,
    vorrebbe accanto la sua luna
    che pare assai distante.
    Ed io,
    rimango ammaliata
    dalla tua carezza perduta
    fra i sogni ritrovata.
    La mancanza lacera il pensiero
    diventa scuro
    non osservi il lucente velo,
    ma oltre il cielo,
    nell'attesa ora
    ti riavrò accanto,
    come fossi brina
    o alito del vento,
    scorderò della tristezza l'amaro pianto,
    rimarrà il raro celestiale incanto.
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      Neve

      Neve,
      lenzuolo dei pensieri,
      coperta del malumore,
      a scrutarla
      un debole tepore,
      insolito il sorriso;
      e quella finestra,
      spettatrice di molti sentimenti,
      pare al ciglio
      una cornice dal candido cuore.
      Mille straccetti bianchi
      si adagiano incessanti;
      soave distesa zuccherata,
      ogni sguardo
      da lei sarà rapito
      oltre l'ammaliante vetro appannato;
      certo un istante su lei posato
      riporterà agli occhi,
      un dì
      del dolce, amaro
      passato.
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        A mia sorella

        Non farti avvilire
        dalle intemperie della vita.
        Resisti appesa
        a quella gomena,
        anche se dolenti son le dita.
        Non incespicare nelle trame,
        tra le nuvole si nascondono;
        ricorda,
        sovente il cielo brilla,
        ed è lusinghevole
        i fulmini confondono.
        Non farti abbagliare.
        Tramontando rinverresti in alto mare,
        sarebbe faticoso riuscire a nuotare.
        Guarda ognora verso l'alto,
        non smarrir la presa,
        provvedi al tuo traguardo,
        Dio ti è accanto,
        non sentirti mai indifesa.
        Se la mestizia
        nelle tetre sere,
        sentenzierà di farti compagnia,
        rammenta il sole,
        rivestito dalle nuvole,
        rivedi l'esistenza
        in una pura,
        increspata ma preziosa,
        funivia.
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          Cristalli di lacrime

          Minute perle di cristallo,
          giù dai monti,
          fra le dita si dissipano;
          le asciugo.

          Piccole increspature sotto specchi,
          spicchi di stelle fra le ciglia inzuppate.
          Non sappiamo quanto le lacrime siano preziose,
          fin quando non le abbiamo finite.

          Cingiamo speranze qua e la,
          in ogni via del pensiero.
          Il senso di colpa divora,
          tutto il resto pare nero.
          Il rancore lentamente accresce,
          dentro di noi ci si affronta,
          ci si giudica,
          ci si sfida,
          ci si ama,
          si ricerca la quiete.

          L'equilibrio è un bisogno segreto.
          Ricerchiamo emozioni concrete.
          Scordiamo i sentimenti banali.
          Diveniamo lentamente disumani.
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