Scritta da: Samuele Scagliarini

Novembre, in attesa che passi

Se tornano i profumi
dei giorni buoni
-brevi come zuccherini
rubati alla glassa dei dolciumi-,
figurati il tanfo stantio
Delle speranze che abbandoni.

Crescono, nonostante le percosse
ed i tarpamenti vari
e gridano nel tuo orecchio e piangono
eterni neonati malati
che non sai più calmare, cullare.

E desideri allora perderti
tra i fianchi delle risate
e ridere, dei fianchi
su cui spargeresti invece,
felice, queste parole salate.
Samuele Scagliarini
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    Scritta da: Samuele Scagliarini

    Freddo

    Vesto canovacci davanti a specchi
    io io io sempre io che non sopporto
    quel morbido silenzio della mente
    "a cosa pensi?" giuro lo stesso
    "non penso a niente".

    Giorni a tessere parole, giorni ad indossarne
    te le regalo come il maglione per l'inverno,
    perché io le getterei nel fuoco del bidone all'angolo
    per tanto che bruciano le mie notti e le mie tempie.

    Merito favole perché so che all'alba non restano.
    Samuele Scagliarini
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      Scritta da: Samuele Scagliarini

      So, here we are tonight, you and me together

      Crepitava la legna
      E con lei il silenzio.

      Non rimandare il disco.

      Al fuoco, la luna
      ed ambra la sua pelle.

      Mogano!

      Mogano tra i capelli,
      attorno le pupille.

      Fuoco lieve e dita
      sui miei contorni.

      Soffiavo sogni
      e respiravo quei mondi
      dove pulsano ventri
      e la gioia delle maree
      dai polpastrelli.

      -Hai mai sentito quei colpi? -

      La bellezza ha orecchini rossi
      E labbra affilatissime.

      Dolce e crudele sorride
      scostando i capelli
      ogni volta che mi prende.

      Crollo supino
      ed il soffitto
      impazza di gemme.
      Samuele Scagliarini
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        Scritta da: Samuele Scagliarini

        Devo smettere di ubriacarmi

        E se fossi fermo a letto con il collo rotto,
        sai le fatalità della vita - e della guida -
        a cui ci sentiamo immuni nelle nostre notti.
        Se stessi come lui adesso e per i prossimi sei anni...
        Verresti a trovarmi? Dovresti pensarmi?
        Ma anche stasera butterò giù il tuo ricordo in un sorso,
        anche stasera tornerò a casa solo, senza rimorso
        per le strade basse delle nostre campagne
        ingoiando la lingua, masticando falangi
        tra quella nebbia che scioglie gl'occhi...
        Tranquilla, non ti chiederò più perché piangi.
        Samuele Scagliarini
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