Poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Umorismo, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: Salvatore Riggio

Il muro

Io ti amo e te ami anche me,
eppure i tuoi non vogliono
concederci di poter stare insieme.
Non si accorgono del male che ti fanno!
La tua sofferenza, i tuoi pianti
per loro sono solo piccolezze
che prima o poi passeranno.

Ma possibile mai che non si accorgono
del male che ci stanno facendo? Per loro sono un ragazzo cattivo
che cerca di strappare via la tua innocenza, la tua purezza...
Ma non è mia quest'intenzione, voglio solo poterti stare vicino.
Mano nella mano, uno vicino all'altro, nostri sguardi si incrocerebbero
dove l'emozione sfocia ammirandone tale indescrivibile bellezza.

Il nostro appuntamento lo dovremo annullare,
visto che troppo alto è questo muro che i tuoi
hanno posto tra noi, credendo che esso da me ti difenderà.
Ma non piangere amore non sarai sola questa notte,
quando la luna il cielo stellato in due spaccherà!
Nei tuoi sogni mi intrufolerò dove io e te,
insieme, saremo lontani da questa crudele realtà.

Io ti amo...
Salvatore Riggio
Composta lunedì 16 novembre 2009
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    Libro dimenticato

    Il silenzio, la mia casa!
    Caccia via l'incertezza e la confusione...
    a loro neanche li fa entrare,
    per loro tiene la porta ben chiusa.
    Il silenzio, la mia pace!
    Senza tormenti l'anima mia può riposare
    da queste altrimenti acque agitate.
    Amo quando tutto tace.

    La solitudine, mia migliore amica!
    Mi aiuta a dimenticare, scordarmi di cose
    che prima troppa importanza ho dato,
    liberando la mia mente dal quella prigione
    in cui il caos regna incontrastato.
    La solitudine, mia salvezza, mia vita.

    Il mio essere un mistero
    pian piano si scopre, si svela!
    Ma solo per coloro che non
    si fermano alla sola copertina...
    Di questo libro pieno di polvere e di ragnatela,
    ma quasi nessuno va mai oltre per davvero.

    Il silenzio, la solitudine, il mio essere!
    Salvatore Riggio
    Composta lunedì 16 novembre 2009
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      L'anima esiliata

      Vedo solo desolazione
      in queste terre dimenticate,
      distruzione ovunque il mio sguardo voli...
      Sul terreno le orme ancora fresche stampate
      di quel caos che passò ponendo sul trono la confusione.

      Vedo solo immensa tristezza
      in questa pianura, dove il grigio prevale.
      Il sole spento in questo cielo privo di vita...
      Eppur un tempo questo vedere non era di un atrocità tale,
      ricordarlo mi provoca un certo senso di disgusto, di amarezza.

      Non vedo più niente in queste terre abbandonate,
      talmente è confusa ormai la mia vista
      che neanche al di fuori di ciò nulla di definito intravidi...
      Ma come avrà fatto lei a ridursi in questo stato?
      Mai avrei potuto pensare che io e lei per questo eravamo destinati,
      ormai però dovrò accettare... vivere in queste terre come neo esiliato...
      Salvatore Riggio
      Composta lunedì 16 novembre 2009
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        Scritta da: Salvatore Riggio

        La Madre

        Nostra madre ci parla!
        Con ogni suo singolo soffio di vento,
        ogni rumore di un ramo spezzato,
        di una foglia che cade, l'ardere del fuoco,
        ma quel antico linguaggio ormai
        da tempo abbiamo scordato.
        Nostra madre ci parla!
        Con ogni singola goccia che cade
        di questa pioggia che pianto pare,
        con questi fulmini questi tuoni,
        che nel cielo rimbombano come un lamento.
        Nostra madre purtroppo non parla più, ormai sta gridando!
        Ci dovremo vergognare perché siamo noi il suo tormento...
        Eppure l'uomo di lei rispetto non ha anzi di un enorme peccato
        si sta macchiando, Lui non se ne accorge ma la sta ammazzando!

        Nostra madre sta morendo...
        Ma da solo la crudeltà dell'uomo
        non si può tentar di fermare.
        Tutti noi dovremo capire,
        ricordarci quel antico linguaggio
        per poter nuovamente nostra madre amare,
        che è da tempo immemore che l'abbiamo scordato.
        Poniamo una fine alle sue torture per risentir sua voce nel cuore,
        diamole quell'abbraccio che infinite, troppe, volte le abbiamo negato.

        Nostra madre ci parla, grida!
        Ma l'uomo non le dà ascolto ed è la prima volta in cui
        aspetto impaziente un suo schiaffo una sua punizione!
        Perché noi ce lo meritiamo ma quando avverrà non credo
        che ci sarà un'altra possibilità, per riiniziare, un'altra occasione.
        Salvatore Riggio
        Composta lunedì 16 novembre 2009
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