Le migliori poesie di Salvatore Riggio

Studente, nato mercoledì 1 febbraio 1989 a Grevenbroich (Germania)
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Scritta da: Salvatore Riggio

La pioggia

Se smettesse di piovere,
smetterei di scrivere.
È la pioggia che dirige la mia mano,
le sue acque il mio inchiostro.
E con ogni singola goccia che si frantuma sul terreno,
da cui traggo la mia ispirazione
e così che mi chiedo; Perché chiedere allor ciel sereno?
Non è forse meglio che la pioggia non continui la sua peregrinazione,
affinché io possa dissetare la mia passione?
No, meglio di no allora,
non voglio che lei muoia dissetata,
che vagabondi in un deserto alla ricerca di un oasi,
oasi che sarà difficile trovar, non sarà facile essere scovata.
No, meglio di no allora.
Poiché è la pioggia che dirige la mia mano,
le sue acque il mio inchiostro.
Se smettesse di piovere,
smetterei di scrivere.
Salvatore Riggio
Composta venerdì 8 gennaio 2010
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    Scritta da: Salvatore Riggio

    Dinanzi a te col mazzo in mano

    Ora mi ritrovo dinanzi a te,
    con che coraggio lo faccio
    non ne ho alcuna idea.
    Son qui sperando di ritrovare
    una speranza per poter in futuro
    la nostra storia riiniziare,
    anche se dopo quel che accade
    sembrerebbe soltanto una follia.
    Intanto un petalo di biancospino
    scorsi danzare nel aria che in terra cadde.

    Ora mi ritrovo dinanzi a te con questo mazzo di fiori
    stretto in pugno, mi accorsi che tu li iniziasti ad osservare.
    Il tuo sguardo era gelido mi sembrò che le camelie rosa e rosse
    si radrizzassero da quei due diamanti, quasi che stessero per gridare
    ed ora si alzò anche una leggera brezza, ho comesso un sbaglio
    presentarmi qui da te, la speranza si sta affievolendo e ne ho paura...
    Nel fratempo la porta, le finestre sbattero violentamente per la brezza
    che semper piu forte divenne e la luna piena si nascose tra le nuvole
    nere che sembrano voler piangere e che son a forma di calendula.
    Mi sa che anche lei inizio a non sopportare quel tuo gelido sguardo...

    Ora mi ritrovo dinanzi a te ma ormai mene son pentito,
    non ce bisogno di alcuna tua parola io so già di aver capito
    allora mi volsi, mene andai e intrapresi un nuovo cammino
    col mazzo in mano che il tuo sguardo ha fatto appassire,
    finche anche il mio non si posò sulla terra poiché rimasi colpito
    da quei due fiori che per poco calpestai! Un vilucchio, un ciclamino...
    Non credo che io possa mai più dimenticare quello che nel
    mio cuore, nella mia anima in questa notte ho sentito...
    Salvatore Riggio
    Composta martedì 17 novembre 2009
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      Scritta da: Salvatore Riggio

      Come una piuma

      Sono senza peso ormai,
      libero come una piuma danzante
      che nel aria volteggia soavamente
      a destra e a sinistra senza meta precisa
      e non più prigioniero di questo vicolo cieco
      in cui per tanto tempo mi trovai.

      Sono senza peso ormai
      con la mente libera, il cuore in pace,
      la mia anima senza davanti quelle sbarre.
      La via si è riaperta adesso potrà scappare
      da quest vicolo cieco ed ne è felice,
      mai tale senso di libertà in vita mia provai.

      Sono senza peso ormai,
      si lo so abbiam sofferto, abbiam pianto,
      abbiam gridato, ci siam sentiti sofocare.
      Il respiro che ci mancava, la gola dolorante,
      il fondo per un pelo siam riusciti ad evitare.
      Peccato solamente per questo povero cuore infranto,
      ma adesso sei libera come non lo sei stato mai.
      Non aver paura! In quel orribile posto
      neanche per sogno ritorno tu ci farai.

      Adesso sei libera...
      Salvatore Riggio
      Composta domenica 29 novembre 2009
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        Scritta da: Salvatore Riggio

        Il mio sguardo ti trova

        Ora che il mio sguardo ti trova,
        oh fascio di luce che penetra e trafigge
        queste minacciose nuvole di una notte offuscata,
        mi illumini la via, la strada da percorrere!
        Di questa città che per l'oblio sembra essere destinata,
        senza te dal labirinto fuoriuscito non sarei, dovendomi arrendere,
        mi sarei perso vagabondando senza meta in questa vita dannata.
        Non ti ho mai dato nulla ma sei qui intenta a volermi proteggere,
        sei il mio punto di riferimento, la stella polare che tanto ho desiderato.
        Mai a niente e nessuno permetterò che ci possano un giorno dividere,
        non ti perderò di vista ora che il mio sguardo ti ha trovato.
        Te che hai udito l'urlo del mio silenzio e l'ha ascoltato.
        Ormai altro dire sarebbe futile tranne che... Grazie di esistere.
        Salvatore Riggio
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