Poesie di Salvatore Pilò

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Scritta da: Wine

Addio?

Quel muro che tu innalzi
alto, alto
fino a solleticar le nuvole
si sgretola sotto il peso
della menzogna delle tue incertezze
e il mio corpo che cade
dal muro più alto
può sol veder
le nuvole
ferite mortalmente
dalle schegge vitree
delle tue illusioni.

E continua a cascare la pioggia
carica di dardi infernali
d'amori perduti,
e nell'arco del cadavere
dell'angelo dell'ebrezza
incoccata la freccia spezzata
dall'ardore del tuo spirito
devi il corso del rivoletto
di sangue pulsante di vita
che si riversa fuori dal corpo
del Putto ferito
da lama mortale.
Quel manico,
nero come la morte
porta il tuo profumo
e l'impronta delle tue luride mani
o potente signora dell'inganno.

Nell'aria vorticano ancora
le tue velenose parole
addolcite dal canto di pettirossi
ormai spenti.

Non resta che l'amaro boccone
da ingoiare accompagnato
dalle amare lacrime dell'animo.
Salvatore Pilò
Composta martedì 20 novembre 2012
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    Scritta da: Wine

    Quel dì

    Concedimi ancora una volta
    il tuo calice
    colmo del tuo lussurioso
    profumo,
    e ancora
    per un solo infinito secondo
    annebbiami la vista
    e fammi viaggiare
    sul tuo corpo,
    peccaminosa dimora dei sensi.

    Te ne prego,
    un sol bacio
    per poter ripescar dai ricordi
    soppressi
    il tuo divino sapore,
    o un sussurro,
    un respiro
    per poter stampare ancora
    col fuoco
    il tuo viso sul mio.

    Concedimi il viaggio,
    è l'ultima volta
    ti giuro,
    ma rilascia
    di nuovo il tuo fiore
    perché io
    assetato
    possa saggiarne
    il profumo,
    dissetarmi con la
    sua calda
    rugiada raggiante.
    E tu,
    tu accetta il mio spirto,
    accogli il mio fuoco
    e poi
    vai.

    Vai, vai
    via, lontano cosicché
    sfuggan al tuo sguardo
    le vergognose
    ferite saline che mi rigano
    il viso,
    voltati solo per osservarmi le labbra,
    il mio ultimo sorriso.
    Salvatore Pilò
    Composta lunedì 5 novembre 2012
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