Poesie di Salvatore Armando Santoro
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La vendetta
La vendetta è una brutta malattia
scompone il cuore quando avvampa l'ira
rode la mente e non si sa che sia
come un germe nell'animo s'aggira.
Il bene affoga nell'ipocrisia,
l'essere umano in nera bestia vira
l'animo invade d'ogni ritrosia,
contro di dio per ultimo cospira.
Senza volerlo l'uomo incattivisce
il bene dal suo cuore si cancella
l'amore dato se ne va, svanisce,
varca i confini e mai paga gabella.
L'odio tutto l'affetto imputridisce
e in petto scende come una trivella.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)
Ultima nebbia di Aprile
Lieve la voce il cuore intenerisce,
urlo su queste acque il mio dolore
mentre si alza in volo e poi svanisce
l'ira funesta che m'opprime il cuore.
Vedo tra questa nebbia inamidata
lenta la Dora scorrere tra i ponti
mentre la voce mia s'è inabissata
nell'acqua che rispecchia cielo e monti.
Ancor la neve sfuma contro il cielo
e mi raggela il sangue nelle vene,
le sue parole sono ormai di gelo
m'hanno colmato ancor di nuove pene.
Gli ultimi petali sfrondano da un melo
ed anche sfoglia l'ultimo mio bene.
--
Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- lunedì 11 aprile 2011
- Dedica:
- A chi non merita nulla!
Il profumo delle ore passate
Il profumo delle ore ormai passate
sa di glicini e forse di lavanda
ricorda le nottate mie sudate
i canti antichi d'una vecchia banda.
E voci e canti per viuzze spente
dove son morti tutti i miei pensieri
le pacche, le spinte e allegramente
i giochi che allietavano i pensieri.
E ci bastava poco per gioire,
a volte solo una partita a carte
su un muro rotto, altre a disquisire
d'un amico che resta o di chi parte.
E si farneticava nella notte,
mentre i grilli frinivano incessanti,
delle torme di donne mai sedotte
o d'avventure e amori appassionanti.
E penso all'oggi quanto mai reale
ai nuovi amori veri e deprimenti
e a tratti provo in cuore tanto male
per le passioni mie anche indecenti
che a volte mi intristiscono la mente
che gioia non mi danno ma afflizione
che sognare mi fanno assurdamente
quel tempo di bugie, di alterazione.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- domenica 10 aprile 2011
La grande onda
La grande onda che aspetto,
adesso arriva,
forse domani si farà presente.
La grande onda,
ogni tanto nei miei sogni appare,
si materializza nella coscienza mia
e mi tormenta.
Quel cataclisma che gli uomini sconvolge,
che veste panni diversi,
indumenti colorati e bigi a volte indossa,
si rimpiatta dietro la porta chiusa
al piano terra,
attende e non ha fretta.
Ed io scrivo e non indugio,
sulla carta disegno pochi versi
prima che la grand'onda mi sommerga.
La penso impassibile, tremenda,
che spacca il mondo in due.
La montagna sprofonda in fondo al mare
e un lago sorge d'un tratto in mezzo ai boschi.
Vedo lo spumeggiar dell'onde,
il terrore nel viso della gente,
odo gli strilli immensi
delle agonie sommerse.
E poi il silenzio!
Un nuovo mondo sorge,
impassibile dal nulla, ridisegna
le carte geografiche
e un conducente lascia in bilico
su una strada interrotta,
sparita nel vortice improvviso
d'una natura senza preavviso.
Ecco, ora il dolore, non c'è più,
è svanito,
la calma dentro il corpo è ritornata
ed una dimensione nuova
nella natura umana
improvvisa, inattesa, si è creata.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- lunedì 3 marzo 2008