Poesie di Salvatore Armando Santoro
Oggi al mondo amar non serve niente
l'amore è merce con un po' di sconto
un povero esercizio della mente
all'alba sorge ha fine col tramonto.
Coi vecchi amori non v'è più confronto
la fedeltà è ormai nota dolente
è meglio avere a fianco un mezzo tonto
da incorniciare poi cristianamente.
La donna oggi si sente emancipata
decoro non conosce, ma prurito,
un tempo era più fine e costumata
adesso non gli serve solo il dito
morale ormai rigetta, s'è destata,
vergogna non ha più e fa l'invito
al primo che poi corre al suo richiamo
non dice più: "mio dio come ti amo"
ma come viaggi bene, spingi forte
non ti fermare rompimi le porte.
Li cerca senza limiti d'età,
ma fa le bizze se il vecchio poi non va
segue solo gli ormoni e, mamma mia,
chi non gli rende poi lo butta via.
Insomma oggi è importante sol godere:
la prole? un calcio rifilato nel sedere,
infatti alla mammina oggi interessa
molti mezzi infilar nella rimessa,
perché non v'è migliore medicina
di quella che fa all'alba la gallina
col gallo che s'arrapa nel pollaio
con la gallina dal grilletto gaio
perché tutto dal sesso ormai dipende
nessun rinuncia a un colpo e non s'arrende,
anche il vecchio ha appreso la lezione
e col viagra aiuta l'erezione.
In questo puttanaio chi puole piglia
ma dove va a finire la famiglia?
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Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- sabato 13 ottobre 2012
- Riferimento:
- Sonetto classico ritornellato in versi endecasillabi con distici endecasillabi a rima baciata.
- Dedica:
- Non c'è bisogno: chi la legge lo capisce, ma in fondo è dedicata a tutti!
La vendetta
La vendetta è una brutta malattia
scompone il cuore quando avvampa l'ira
rode la mente e non si sa che sia
come un germe nell'animo s'aggira.
Il bene affoga nell'ipocrisia,
l'essere umano in nera bestia vira
l'animo invade d'ogni ritrosia,
contro di dio per ultimo cospira.
Senza volerlo l'uomo incattivisce
il bene dal suo cuore si cancella
l'amore dato se ne va, svanisce,
varca i confini e mai paga gabella.
L'odio tutto l'affetto imputridisce
e in petto scende come una trivella.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)
Ultima nebbia di Aprile
Lieve la voce il cuore intenerisce,
urlo su queste acque il mio dolore
mentre si alza in volo e poi svanisce
l'ira funesta che m'opprime il cuore.
Vedo tra questa nebbia inamidata
lenta la Dora scorrere tra i ponti
mentre la voce mia s'è inabissata
nell'acqua che rispecchia cielo e monti.
Ancor la neve sfuma contro il cielo
e mi raggela il sangue nelle vene,
le sue parole sono ormai di gelo
m'hanno colmato ancor di nuove pene.
Gli ultimi petali sfrondano da un melo
ed anche sfoglia l'ultimo mio bene.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- lunedì 11 aprile 2011
- Dedica:
- A chi non merita nulla!
Il profumo delle ore passate
Il profumo delle ore ormai passate
sa di glicini e forse di lavanda
ricorda le nottate mie sudate
i canti antichi d'una vecchia banda.
E voci e canti per viuzze spente
dove son morti tutti i miei pensieri
le pacche, le spinte e allegramente
i giochi che allietavano i pensieri.
E ci bastava poco per gioire,
a volte solo una partita a carte
su un muro rotto, altre a disquisire
d'un amico che resta o di chi parte.
E si farneticava nella notte,
mentre i grilli frinivano incessanti,
delle torme di donne mai sedotte
o d'avventure e amori appassionanti.
E penso all'oggi quanto mai reale
ai nuovi amori veri e deprimenti
e a tratti provo in cuore tanto male
per le passioni mie anche indecenti
che a volte mi intristiscono la mente
che gioia non mi danno ma afflizione
che sognare mi fanno assurdamente
quel tempo di bugie, di alterazione.
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Salvatore Armando Santoro (scheda)- Composta
- domenica 10 aprile 2011