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Poesie di Sabrina Bertocchi

Libero professionista, nato martedì 17 febbraio 1970 a Milano (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi, in Racconti e in Frasi per ogni occasione.

Scritta da: piumarossa70
Ho toccato l'infinito, si ci sono riuscita!
Ne ho sentito l'odore, lo stesso che
ora mi porto addosso, lo stesso
che mi porto dentro
e che posso disegnare con le mani
e regalare con un battito, e togliere con
uno sguardo.
Ho varcato una porta con mille serrature e una chiave sola.
Ho passeggiato per un sentiero evanescente agli occhi
e ho raccolto sassi nel profumo del cuore.
Ho scagliato parole inservibili e inspirato frasi
di onde leggere e parole di un cielo minaccioso e vero.
Non mi serviva un nome, ne avevo tanti e nessuno,
ero semplicemente io... io e il volo di tre rondini,
rondini che salutavano giocose il sole e la spuma
sugli scogli a ricordare che la vita è respiro, che
la vita ad ogni stagione insegna e racconta... insegna
senza fine, racconta senza un illusorio inizio...
Ali lucide in sospensione, senza credere in un confine, in un
orizzonte immaginario...
Ho toccato l'infinito, l'ho visto e mi ha
accolto con una carezza.
Composta giovedì 30 settembre 2010
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    Scritta da: piumarossa70

    Nuvole rosse...

    Le nuvole... penso alle nuvole
    a quelle rosse che ho visto,
    a quelle viola prima della notte, magici ammassi a strisce per
    colorare l'anima... e penso, sto sempre a pensare,
    a quello che ho capito di volere, a quello che sento che
    è mio, mio come il diritto indiscusso...
    talmente indiscusso che non lo posso prendere.
    Un malessere che mi sprofonda i pensieri, e la voglia
    di agire che c'è ma queste mani non possono costruire.
    Mattoni, li vedo... assurdi giocano ad allontanarsi sempre
    di più... e nei sogni mi dicono "prendimi".
    E penso si alle onde, alla tempesta che si è
    lasciata ammirare e respirare, e le mie
    lacrime di commozione per ringraziare il cielo e
    la terra, per ringraziare il cuore e gli occhi
    e questa mia mente che ogni tanto maledico.
    Maledico si, ho voluto scavalcare i confini e ci sono
    riuscita... a che serve? Vivi il presente, così mi
    direbbe qualcuno... e innocentemente non sa che
    è proprio questo il problema...
    E penso al mare che
    prepotentemente prende, non chiede, prende,
    e regala a mani diverse, a cuori che si fanno domande,
    e a cammini di sole orme sulla sabbia... impronte sprofondate
    in sabbia a sassi, per andare dove? Dove...
    E mi hai chiamato si, e a che serve? La tua voce,
    le tue parole... mi dovrei accontentare?...
    ti accontenteresti tu
    di non poter toccare la vita?
    Ho visto le nuvole rosse, sogni di cuori senza respiro,
    nuvole che svaniscono in fretta per lasciare solo
    in ricordo una scia di poesia... parole senza rima da non poter
    scrivere...
    Composta mercoledì 22 settembre 2010
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      Scritta da: piumarossa70

      Mutaforma

      E se un giorno
      toccassi le stelle, lo voglio fare
      con le mie dita,
      e se un giorno camminassi sull'arcobaleno,
      voglio immergermi nel rosso con i miei piedi.
      E il blu dell'infinito
      vorrei conoscesse
      il mio respiro, aria dalle narici.
      E vorrei avere tra le mani, pietre di Marte e
      giocare a scivolare sugli anelli di Saturno...
      E vorrei abbracciare un onda dell'oceano,
      e immergermi come un paguro
      in una conchiglia e portarla lontano per
      ammirare nuovi mari, e raccontare ai pesci
      altri colori... ma non vorrei essere il mare.
      ... e se un giorno potessi cambiare forma,
      vorrei essere
      l'aurora boreale.
      Composta venerdì 27 agosto 2010
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        Scritta da: piumarossa70

        E indossava la pazienza...

        Ho sognato l'amore,
        e aveva occhi come quelli di un lupo,
        un lupo mentre annusa la terra di muschio bagnato,
        e aveva ali grandi di airone,
        ali da manifestare all'aria,
        e lo accompagnava l'allegria
        di una rondine e il colore di una
        coccinella,
        e profumava di roccia di montagna
        e le sue orme erano ombre delle
        stelle,
        e nei suoi pensieri viveva
        il cuore e nelle sue
        parole danzava l'esistenza.
        E indossava la pazienza
        di un frutto che deve maturare,
        e spargeva pioggia raccolta tra le dita.
        Considerava il tuono come un amico
        da rispettare,
        e sapeva piangere nel silenzio
        come il canto di un ruscello,
        e sussurava ai prati
        come ad una donna
        da
        risvegliare.
        Composta martedì 17 agosto 2010
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          Scritta da: piumarossa70
          Soffi di vento tra i capelli oggi,
          aliti di foglie a insidiarsi negli occhi,
          un emozione da tenere stretta, da ingoiare
          come un'amara medicina per non rovesciare
          un cuore stracolmo di acqua salata.
          Una farfalla bianca a giocare con una vita che
          ancora arranca l'esistenza, e occhi gialli a strizzare
          le ultime gocce di curiosità.
          L'odore della terra a farci compagnia, impregnata dal sudore
          delle nuvole, e moscerini a tracciare i raggi di un sole
          che vuole insegnarmi ancora il credere e lo sperare.
          Il fumo di una sigaretta per recitare la parte di chi
          non vede, o di chi vede e si maschera da anima forte.
          E tu... tu che ancora vuoi giocare con la vita, che ancora
          vorresti correre e che quel tronco di pioppo ti ha
          affilato gli artigli con la volontà della fantasia...
          Dormi adesso, tra teli assorbenti e odore
          di pulito maniacale, bevo un caffè mentre ti guardo... amaro, si!
          Ti ho portato nel posto che qui ho amato di più, la stessa terra
          dove tante volte nei miei jeans mi sono seduta,
          gli stessi pioppi che per un tempo hanno conosciuto
          i miei pensieri, le mie parole...
          Ho parlato al vento per te, ma è a te che ha risposto.
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