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Scritta da: SABINO MUCCILLI

Agli amanti

Spargete intorno a voi
foglie verdi
ghirlande di gelsomini,
abbracciate ciò che resta del mare,
ascoltate l'eco dell'onda
cercate il peccato
nel tremore
che sconvolge la vostra carne,
cercate il sole
riempitelo di quel che gli manca
i raggi si rallegrerano
nel veder tanta preziosa passione,
diventate musica
che importa se pochi ascoltano
quelle note
tingono intere notti.
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    Scritta da: SABINO MUCCILLI

    Pioggia in paradiso

    Vieni, entriamo nel tramonto
    non importa se piove ancora,
    la pioggia ci accompagnerà nel cielo schiuso;
    chiudiamo le porte alle montagne scure
    lasciamo il mondo e il suo crudele pianto,
    diamo al cuore la luce del crepuscolo
    che il margine del cielo s'abbatta sulla pelle;
    il sole sarà gemello dei tuoi occhi
    la luna sarà sorella del mio tempo;
    vieni che ancora non è buio,
    lasciamoci cadere nella luce
    mutiamoci in germogli addormentati,
    vegliamo muti l'alba,
    piano piano il dolce acconsentir dei nostri corpi
    verserà sul lungo sentiero dell'amore
    i semi del nostro paradiso.
    Composta sabato 6 febbraio 2016
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      Scritta da: SABINO MUCCILLI

      Acqua e foglia

      Un giorno intero passato a guardar la pioggia,
      ricordando un bacio
      e un tempo d'acerbo amore,
      fu ingrato quel tempo,
      un travaglio sotto l'eterno cielo,
      tutto restava fermo,
      immobili paesaggi bagnati
      nude sofferte vellutate sensazioni,
      uccelli fermi sugli alberi
      un'aria che a fatica si respirava,
      cadevo!
      sembrava un dolce cadere
      nei precipizi delle memorie.
      "Com'era sottile l'amore quel giorno"
      aggrappata al senso dell'impotenza
      si immergeva in torrenti di dolore
      esplodeva in mille mutamenti,
      profonde lacrime
      ricordano quell'incontro perduto,
      fu un tempo d'amore
      un misero benvenuto dei miei occhi sui suoi occhi;
      fra le foglie inzuppate sul marciapiede,
      che sembrava sostituissero l'asfalto,
      e un tappeto di nuvole nere
      che buttava violente gocce
      oscurando ogni particolare di quei momenti;
      si scioglievano i capelli sotto la pioggia;
      le poche parole dette
      avevano il sazio sapore
      della sorte ormai decisa.
      Non so chi eravamo in quel momento,
      "una foglia o una goccia"
      le foglie sull'asfalto non ricordano il loro colore
      vivono tormentate dal tempo,
      mutano cupe,
      ingenue ed esauste
      a loro non gli è dato il paradiso,
      solo nebbiosi tormenti
      un crudele sfiguramento
      nella quiete grigia e umida del mancato universo,
      le pazienti gocce
      scolpiscono i loro visi
      la loro pretesa innocenza,
      fa sì, che l'acqua sia legge,
      fa sì, che l'acqua costruisca proiettili
      uccidendo labbra e braccia;
      "come potevamo pretendere un bacio d'amore!"
      se tutto veniva bagnato, lavato, gelato,
      non vi era più calore,
      l'acqua separava i corpi
      con brutalità e disperazione
      i sentimenti lieti affondavano tristi
      nelle crepe agonizzanti dell'asfalto
      dove così nera era la finzione.
      non so se io ero l'acqua o la foglia
      non so se tu eri l'acqua o la foglia.
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