Poesie di Sa'adi Yusuf

Poeta, autore, giornalista e attivista politico, nato nel 1934 a Bassora (Iraq)

L'emigrato

Tra le labbra
un ramo triste di uccello migratore
salsedine ed effimero
per te si estendono all'infinito.
Amiamo il mare, il suolo dei profeti, le trecce dell'amata.
Partire verso un altro mondo:
strade innevatesplendono musica,
notti s'intrecciano a porte di perla
città come coppe di cristallo.

Uccello migratore
credi che il mare sogni l'orizzonte
e città di cristallo siano solo per te?
Scaviamo trincee febbricitanti.
Temiamo forse l'avventura sulla via di Shiràz?
Sogniamo canzoni e torchi
e città limpide mentre emigriamo?
Restiamo in trincea
siamo l'avamposto;
in mente una visione
la stella meridiana
un cielo di poeta.
Gelati passi di rivoluzionari
si annunciano tomba
restiamo a nutrire la rivoluzione
di notizie felici, ostinazioni feroci e duro lavoro
ad ogni ora.
L'uccello migratore sia impiccato.
Sa'adi Yusuf
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    I Pastori

    Grande valore ha la terra, per chi coltiva germogli
    la nostra terra vola
    arida polvere
    verdeggia a volte, a volte gialla
    nel vento è cenere...
    È vero, nascemmo in un posto
    in un tempo, noi sciame di locuste
    la terra è sciame di locuste, l'hai raggiunta e vola via...

    Oggi sulla sabbia vedemmo navigare
    carovane d'acciaio senza affondare
    nell'aria vedemmo aquile di ferro balenare,
    dissero: la terra è di chi la dissoda...
    prodigio!
    Siamo qui da secoli:
    non siamo dòmini
    non siamo dominati
    oggi, alla terra abbiamo dato un senso...

    Abbiamo ciascuno un manto di lana
    da sciogliere in estate
    vello d'avvolgere d'inverno
    E con gli anni
    con il vento
    nel mutare di piogge e di prati
    il colore svanisce
    la lana sfinisce
    e i fili di lana di messaggi forieri...
    Allora, certo, ognuno di noi lascerà del manto
    il suo vissuto, per morire...
    Sa'adi Yusuf
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