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Scritta da: Rosita Matera

Un uomo raccoglie

Non crederci
se ti diranno
che ogni giusta azione
è una manciata di polvere al vento,
che ogni sorriso è un fiore strappato
dal grande prato dell'indifferenza.

Tu non credere se ti diranno
che chi compie il proprio dovere
è solo schiavo della propria coscienza,
e arriva lontano solamente
chi riesce abilmente a ingannare.

Non credere mai a chi ti dirà
che chi corre veloce batte perfino il tempo
e lo possiede perché lo mastica subito
senza nemmeno sentirne il sapore.

Non credere mai che l'impegno non conti
e che il sudore non crei vera fortezza
perché è proprio lo sforzo che impieghi
che crea l'uomo o il malfattore.

Non credere mai che nella vita
conti solo la forma esteriore,
persino il fiore, seppure bello, deve allungar la radice per bere.

e la fortuna, umorale chimera,
a volte decide di esserti accanto,
ma a volte tradisce più di un amico
che dice di amarti e poi si vende per niente.

Tutto ritorna a chi compie un'azione
come goccia che scorre in una grotta profonda
in cui defluisce solo l'acqua che ha dentro,
in un'eco antica che racconta la storia
di un uomo che raccoglie solo ciò che ha donato
perché sa che dal cielo piove sempre
solo l'acqua che lui ha versato.
Composta giovedì 5 febbraio 2015
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    Scritta da: Rosita Matera

    Un prato di margherite

    Anna, nei tuoi occhi
    ho visto finestre
    da cui uscivano i sogni di una piccola donna
    che prepara il caffè mentre canta la radio,
    che scrive parole mentre pensa all'amore,
    che sorride alle amiche col nuovo cappello,
    che passeggia intonando un allegro canto.
    ... sogni di sole, di vento, di strade
    di piccole cose
    odorose di vita.

    Sul tuo volto
    danzava un prato di margherite,
    calde di gioia da dire e da dare.
    Ma in quegli occhi profondi, di cielo sereno,
    d'un tratto
    le margherite son state strappate
    ... gettate nel vento
    in un grido infinito
    un urlo che sento
    che s'è fatto silenzio.
    Ma quel silenzio, Anna
    è rotto per sempre
    dalla bellezza delle tue parole,
    semi di vita
    strappati e gettati
    a cui la terra ha fatto giustizia,
    perché accarezzandoli li ha fatti fiorire
    in un prato infinito di margherite
    che ora nessuno potrà più strappare
    perché ora sono libere di cantare
    un canto nuovo, un canto di Vita
    che vola più in alto dei fili spinati
    e della follia dei fucili puntati.
    Composta martedì 27 gennaio 2015
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      Scritta da: Rosita Matera

      Il gabbiano

      Ho visto un gabbiano
      sfiorare il mare,
      il mare più intenso,
      il mare di dentro.

      Ho udito il suo canto
      sulla spiaggia infinita
      dipinta sul rigo
      da cui cade una lacrima,
      la consola un incerto sorriso
      che oggi non può e non vuole sbocciare
      perché ha le ali e deve volare
      con il gabbiano
      che ha cantato la Vita
      di uno, di tanti,
      frammenti di ognuno
      da portare in tasca,
      per poter ricordare.

      Sul muro hanno scritto
      che è stato un menestrello,
      un poeta in cerca di un ritornello
      un eterno guaglione
      che ha reso il mondo un po' più bello,

      un allegro soffio di coriandoli
      sui marciapiedi stretti e rotti dei vicoli,

      ma a me piace pensare
      che è un gabbiano che non muore
      perché per ali ha musica e parole.
      Composta mercoledì 7 gennaio 2015
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