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Poesie di Rosarita De Martino

Pensionata (da poco tempo), nato giovedì 1 gennaio 1942 (Italia)
Questo autore lo trovi anche in Frasi & Aforismi e in Racconti.

Scritta da: Rosarita De Martino

Nei tuoi occhi ritrovo Primavera

Fra intricata folla cittadina,
cammino
ed ecco bellezza mi afferra
rapida,
improvvisa.
Un mandorlo fiorito,
abbarbicato in briciola di terra,
canta in biancore di primavera.
Brivido intenso mi percuote,
mi vibrano dentro pensieri
d'amore
e sulle ali del tempo riparto,
plano,
arrivo
nel nostro giardino
odoroso di mentastro.
Mi accoglie il fiorente cespuglio
giallo di margherite
Intarsiate di alate coccinelle.
Su violacciocche viola
s'inseguono farfalle
variopinte di speranza.
Ulivi argentati ondeggiano
al sole della gioia,
la rustica casa
è abbracciata
dall'albero immenso
che, ricco di anni e di tempeste,
oggi si riveste
di nuovi virgulti
per inattesi richiami
d'amore.
E anch'io rifiorisco
d'impensabile giovinezza
e ti raggiungo.
Trepido mi aspetti.
Mi specchio nei tuoi occhi
e ritrovo la mia primavera.
Composta lunedì 1 marzo 2010
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    Scritta da: Rosarita De Martino

    Quattro passi intorno all'anima

    Sola a Catania passeggio
    in ristretto spazio cittadino,
    frenetico m'investe
    rombo di motori.
    Accanto mi sfrecciano
    macchine veloci.
    Mi estraneo e attenta
    mi rifugio in mio spazio
    di pace.
    Con filo colorato di pensiero
    mi arrampico
    nell'infinità
    del cielo.
    Trepida immergo
    la spugna di mia vita
    in sua vibrazione di luce,
    in suo sfolgorio di colori:
    arancio, rosa, azzurro lieve.
    Ora nuvole spumeggianti,
    in rifrangenza d'oro,
    mi sostengono
    complici di gioia.
    A lungo vi dimoro,
    l'anima s'immerge
    in trasparenza di bellezza,
    ma improvviso mi raggiunge
    riso di bimbo.
    Pacificata ritorno a terra
    ora la spugna di mia vita,
    è grondante di acqua
    di eternità,
    solo per aver fatto
    quattro passi intorno
    all'anima.
    Composta venerdì 26 febbraio 2010
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      Scritta da: Rosarita De Martino

      I diritti degli alberi

      E cammino pensosa
      nell'anonimato cittadino,
      ma ecco m'investe
      dolente fila di alberi
      scheletriti,
      deturpati da insane scritte.
      Ora mi raggiunge
      acre scia di fumo
      che mi soffoca,
      mi opprime,
      mi avvolge in spirale di paura.
      Il bosco brucia,
      agonizza,
      muore!
      E si spegne, in fiume di dolore,
      il diritto degli alberi
      al rispetto,
      alla vita,
      alla verde speranza.
      Risponde solo l'umana indifferenza.
      Laggiù, in oscuro, appartato luogo
      mani infami mercanteggiano
      il prezzo di doloso incendio.
      Ieri, in nostri quartieri
      periferici
      giaceva morta
      enorme catasta di giovani pini
      sradicati crudelmente
      da "Madre" terra
      e usati, per breve tempo,
      per adornare
      in scintillio di luce
      proprio il Natale,
      la festa dell'Amore.
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        Scritta da: Rosarita De Martino

        Sul ponte

        Ferma sul ponte di mia vita,
        guardo
        mio intrigante fiume
        irruento di paure,
        di rimpianti
        che mi tormentano
        con impossibili ritorni.
        Mi soffocano
        gravami di pensieri.
        Ma ti cerco ancora,
        o Signore di mia vita,
        con rinnovata
        incapacità di volo.
        E quale gallina razzolo
        in limitato cortile
        di mia casa.
        Ma inatteso
        sguardo sacerdotale
        mi riconcilia a Dio.
        Indosso ali di speranza
        e, quale aquila veloce,
        riprendo ardito volo
        verso "Tuoi" spazi di luce.
        Composta martedì 23 febbraio 2010
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          Scritta da: Rosarita De Martino

          Sorella Morte

          Ferita ancora da spine
          di perché
          ritorno in luce di chiesa
          e, usando il ponte
          di tua paternità sacerdotale
          approdo in porto
          di fede.
          Mi guidano i tuoi occhi di prato
          avvezzi a frequentare il cielo.
          In rinnovata pace,
          sazia di gioia,
          respiro le vicinanze
          vertiginose di Dio.
          Placata
          scruto l'orizzonte
          pensando che un giorno
          - Vicino o lontano? -
          Passerà per me
          il cavallo bianco
          di mia sorella morte
          che tenera, accorta
          chiuderà il fermaglio d'oro
          della collana di mia vita.
          Finalmente libera
          da grovigli di perché
          intonerò,
          nei pascoli del cielo,
          le eterne melodie!
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