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Scritta da: Rosario De Rubertis
Nell'aria sento profumo intenso
che quando arriva mi fa fermare e penso.
Penso a stagioni andate,
in quelle strade di verdi ulivi e fiori nuovi,
a passi lunghi che scorrevan lenti
e mi portavan fino alla sabbia
e al mar d'argento.
La compagnia in spensieratezza
mi davan il senso di vita mia
e si sognava a quel da fare, tra qualche anno.
Ora mi guardo con nostalgia
a quel che è stato, ai sogni andati
e a quelli non ancora realizzati.
Mi fermo e penso
e per fortuna lo sento ancora
questo profumo intenso.
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    Scritta da: Rosario De Rubertis

    Lunatica... mente

    Lunaticamente a te mi affido
    o piccolo satellite, di grande ispirazione sei dotato.
    Ti cerco dentro il mare, ti cerco all'orizzonte,
    per dare un po' di senso alle mie scelte avvolte,
    per dare un indirizzo alla mia lunatica mente.
    In lupo non mi vario dinnanzi alla tua pienezza,
    da lupi mi difendo trovando pace e ampiezza.
    Quando dinnanzi a me oltre alla tua tonda piena,
    ritrovo solo il mare, ostacolo garbato
    che i miei pensieri porta, ondeggiando da te,
    per dare un senso armonico, alla mia
    lunatica... mente.
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      Scritta da: Rosario De Rubertis

      Infinitamente grande

      Niente è come sembra,
      un fluido surreale mi lega a te anche se,
      davanti ai miei occhi non ci sei.
      Non esiste visibil concretezza,
      nelle mie vene scorri, nei miei respiri vivi.
      Riesci ad evitarmi ostacoli giganti
      e anche a supportarmi in scivoloni tanti.
      Ti porto dentro ovunque, mi hai dato vita e luce,
      mia entità immortale.
      Quello che sento forte, non ha una descrizione,
      è solo tanto esteso e infinitamente grande.
      Composta domenica 15 marzo 2015
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        Scritta da: Rosario De Rubertis

        Carissima città

        Mi ritrovai da te quando la prima gioventù vera,
        mi fece far i primi passi verso la mia nuova era.
        Cantava un po' qualcuno che a vent'anni si è stupidi davvero
        e proprio in quell'età io ho incontrato te carissima città.
        I portici, lo studio, le schitarrate in piazza e i colli
        e ancora gli amici e qualche amore vero.
        Ti sento ancora mia anche se son tanto lontano,
        quando è malinconia che bussa piano piano,
        la prendo un po' per mano e volo verso te
        e verso i tempi andati.
        Lo so non torneranno ma son sicuro che
        la mia felicità l'ho vissuta da te.
        Composta venerdì 10 ottobre 2014
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          Scritta da: Rosario De Rubertis

          Barbara

          L'antico romano e greco,
          chiamavan barbara colei che dalle lontane terre veniva.
          Straniera era l'origine, selvaggio il suo tenore.
          Io che da tempi antichi sono lontano secoli,
          non posso altro che fare, che stare a raccontare
          la Barbara moderna che ho avuto la fortuna d'incontrare.
          I suoi capell di seta a volte le coprivan il viso
          e nascondevan come le sbarre dorate d'incantesimo fiabesco
          il suo sguardo quasi orientale.
          I suoi occhi da volpe, di medusian brillantezza,
          ammaglian ogni cosa, son belli e non si scherza.
          Il suo special nasino, finisce a poco a poco
          dalle stupende labbra.
          Quando riescon a schiudersi, si sente l'orchestrina
          di quel bellissimo sorriso che insieme alle sue linee,
          in mezzo alla sua chiara pelle,
          non parla di straniero, nemmeno di selvaggio
          ma di sublim bellezza che è rara da trovare
          ma solo lei sa dare.
          Composta martedì 11 novembre 2014
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