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Scritta da: Rosanna Tafanelli

I pazzi siete voi

I pazzi siete voi,
che non capite
che lui mi è entrato dentro al sangue
trapassandomi gli occhi.

Pazzi, che non vedete
lui che mi cammina nelle gambe
e mi tiene incatenata
con i miei stessi capelli.

Poveri voi, che mi curate,
pensando che la voce che io sento
viva nella mia testa
e non sulla mia bocca, come un bacio.

Io sola conosco la dolcezza
delle nenie che di notte lui mi canta,
mentre con le mie braccia lui mi abbraccia
ed io scivolo nel suo respiro in sonno.

Pazzi voi, se credete di strappare
chi vive nella carne, sotto pelle,
compenetrato nel corpo e dentro al cuore
di una pazza d'amore.
Composta sabato 14 febbraio 2015
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    Scritta da: Rosanna Tafanelli

    Lucia

    Solleva adagio lo sguardo,
    occhi, buccia di castagna,
    ciglia, ombra azzurra su pelle d'alabastro.

    Ha lungamente atteso il momento,
    raccontando a se stessa ogni parola,
    e in un abbraccio, in un soffio hai capito.

    Ora l'inespresso vive sul suo volto,
    pallida maschera sulla carne viva,
    e passa dalla mente agli occhi, traslucente.

    Nessuna lacrima, nessun addio, soltanto
    il ricordo di te che l'hai amata
    accompagna il cammino.
    Composta lunedì 5 luglio 2010
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      Scritta da: Rosanna Tafanelli

      Mani

      È immobile, scolpita nella pietra,
      lo sguardo perso verso l'infinito,
      viva solo una lacrima splendente,
      testimone di un dolore senza nome.
      Mani pervase da dolore muto,
      per non aver saputo trattenere
      l'urto dell'onda sorda e devastante,
      che ha trascinato tutto nell'abisso.
      È condannata a vivere ugualmente,
      solo le mani ad affrontare il cielo,
      negli occhi l'acqua grigia impietosa,
      negli orecchi il tumulto spaventoso.
      Mani giunte in preghiera silenziosa,
      grido impotente, desolato, vano,
      contro il mare impazzito di tsunami:
      nessuno torna a raccontare il viaggio.
      Composta lunedì 5 luglio 2010
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        Scritta da: Rosanna Tafanelli

        Frammenti di una foto ingiallita

        Mi guardi, bianca,
        dalla tua antica lontananza
        e spingo la barca della mente
        al largo del mare grigio dei ricordi.

        Una piccola mano sulla tua,
        quante volte accarezzata nei miei sogni,
        rimane fredda, inerte e abbandonata,
        priva del tuo calore e dei tuoi baci.

        Occhi fissi negli occhi,
        domanda muta e preghiera d'amore,
        ma la scintilla del mio sguardo chiaro
        non bastò mai ad accenderti un sorriso.

        Un sepolcro il tuo cuore,
        dove moriva il tesoro del mio affetto
        e più ne davo e più non ne tornava
        come pianto che terra arida assorbe.

        Vorrei con la mia barca della mente
        navigando quel mare di silenzio,
        giungere a te, capire il tuo mistero
        e perdonarti e farmi perdonare.
        Composta lunedì 4 novembre 2013
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          Scritta da: Rosanna Tafanelli

          Ad alda merini 1° novembre 2009

          Non sono triste, Alda,
          piango ma con il sorriso,
          come hai vissuto Tu,
          cantrice dell'amore disperato.

          Ora sei finalmente libera ed in pace,
          è cessato il tormento d'amore,
          non più schiava del tempo,
          godi l'estasi dell'eterno.

          Non versi lacrime,
          avvolta nel fumo dell'ultima sigaretta,
          e guardi stupita e incredula
          la frotta dei nostri pensieri giungere fino a Te.

          Mani d'angelo Ti accolgono
          e Tu riversi dolce poesia nel cielo,
          dove l'amore perfetto che meriti
          non Ti lascerà mai sola.
          Composta domenica 1 novembre 2009
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