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Scritta da: Caraddia

La partenza

E quando sento quella musica,
pian piano mi svesto
e ogni vestito cade al suolo, e non fa alcun rumore
proprio come le ruote di quell'auto
che mi hanno condotta lontano.
Lontana da dove?
Da un profumo familiare a me sola
che mi avvolgeva lentamente, mi inebriava
e così chiudevo gli occhi
e quell'odore diventava più intenso
e trascinava con sé i ricordi, tutti,
troppi per un'unica mente.
L'odore del legno,
del sale,
del latte,
dell'infanzia.
Lontana da dove?
Lontana dal rumore
di onde che combattono contro le scogliere aride del Tirreno,
che rastrellano la sabbia umida delle prime ore del mattino
quel mattino in cui tutto rimpiccioliva
a poco a poco
a mano a mano che quell'auto
si distanziava dal punto da me fissato.
Lontana da cosa?
Da occhi che mi fissavano
e continuano a fissarmi nei sogni,
da mani che mi hanno stretta nei momenti duri
che mi hanno attorcigliato i capelli
che mi hanno abbracciata e accolta,
da parole che mi hanno canzonata
e insieme rassicurata.
Io ho lasciato tutto questo
ma non ho abbandonato nulla.
E quando ho realizzato
l'impossibilità di dimenticare tutto
sono diventata una giovane donna
per poi ritornare, infine
a quella bambina che a avevo perso
sulla sabbia umida di un mattino
in cui tutto rimpiccioliva a mano a mano.
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    Scritta da: Caraddia

    Se il mio cuore potesse parlare

    Se il mio cuore potesse parlare
    ne avrebbe di cose da sussurrarti.
    Parlerebbe per ore intere
    della mia vita passata e futura
    da quando ero un punto in mezzo agli alberi
    a quando sarò vecchia
    e non potrò più parlare
    con le dolci parole di sempre.
    Se il mio cuore avesse degli occhi
    vedrebbe chi sei
    cosa vuoi
    cosa cerchi.
    Vedrebbe che il tuo viso è in ombra
    che si è rassegnato
    che è rigato di lacrime che sanno più di quanto si dovrebbe sapere.
    Vedrebbe che le tue labbra non hanno più un'anima
    non hanno più un colore
    perché troppe volte hanno gridato
    verso un mondo sordo
    muto
    e cieco.
    Vedrebbe che le tue mani
    le tue gambe
    i tuoi fianchi
    che tanto hanno donato
    ora dormono su un letto di rose e spine
    perché le fatiche e i doveri che hanno affrontato
    ormai sono vuoti incolmabili
    perché le tue gambe e le tue mani
    riposeranno per sempre.
    Se il mio cuore avesse un cuore
    saprebbe perché ti ho amato
    perché hai sofferto
    perché la tua anima non trova pace.
    Conoscerebbe le emozioni infinite che palpitano nel mio cuore
    quando vedo i tuoi occhi neri
    e si commuoverebbe quando sfiorerei il tuo volto
    così bello e irraggiungibile.
    E tutto ciò che manca al mio cuore
    è un mistero che mi tormenta.
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