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Scritta da: Barbara Brussa

Guardando la bimba che dorme nella culla

In questa notte fredda
di gennaio, quando il gelo
arreca danni e vento
e uragano sradicano
i tetti delle case
quando tutti sono immersi
nel riposo, io veglio
e pensieri vaghi s'intersecano
nella mente, guardando la bimba
che dorme nella culla.

Com'è quieto il suo sembiante
poiché vedo me piccina
accanto alla Chiesa e al Campanile
che rintoccava gioioso
nel dì di festa,
così mesto per il funerale...
ed io ignara giocavo sul sagrato
guardo te che dormi quieta nella culla
e penso alla quiete del mio piccolo paese
spezzata dal canto dell'usignolo
che veniva lo spirito a rallegrar
o della civetta che fermava l'occhio
sull'ombra fuggevole dell'evento infausto.

E soave giungeva la primavera e la terra
si copriva di verde, di rosa e di azzurro
dei ruscelli che tagliavano la campagna.
e seguiva l'estate e io a gambe nude
tra le spighe gonfie di pane, andavo.
abbronzandomi e cantavo a squarciagola
o quando intirizzita per il gelo
udivo il pettirosso cantare sul biancospino,
e con le mani prendevo il muschio
sulla crosta del pruno e vedevo correre
e fluttuare la driade danzante
o rotolarmi nella neve e veder le gronde
agghindarsi con le stalattiti.

Tu che dormi quieta nella culla
ignori la pena, che mi da il pensiero
che sarai grande fra le alte case
vedrai il cielo tra le antenne
e comprerai il muschio al supermercato,
vedrai fiumi isteriliti
che mandano Intorno Il lezzo di liquame.

Certo saprai suonare Il plano
ti muoverai con grazia al suono cadenzato
dell'aerobica, e sarai rossa per la tintarella
mia piccola che dormi Ignara nella culla
tu mai morderai una mela lustra
spiccata dal greve ramo.

È freddo Il radiatore
come Il mio stanco cuore
e lo spirito non muta le forme
In piacevoli essenze,
l'unico calore mi vien dal tuo resptro
mia piccola nipote
che dormi nella culla.
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