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Scritta da: Roberto Strati

Schegge di te

Per caso ti ho incontrata,
un saluto formale, quasi disincantato,
una parola scambiata e voltandomi mi sei mancata...
Mi tuffo dentro di te,
ochi tersi che si riempiono d'ondate,
come mareggiate sul mio spirito liso...
Con le dita seguo i lineamenti del tuo viso,
sfioro lieve le tue labbra per carpirne il sapore,
le mie convinzioni sbriciolate dal tuo sorriso...
Mi ritrovo ad ascoltare il tuo giovane cuore,
che discorre avidamente con il mio, trattenendolo,
non distinguo più i due battiti che annientano ogni grigiore...
Con un abbraccio intenso il Tempo sconfiggiamo,
persi in una nuvola d'amore ci solleviamo in un mondo di sogni,
le nostre risate schiantano la normalità dei giorni...
Per casa ritrovo i tuoi vestiti come messaggi d'amore,
promesse d'eternità nei cassetti del mio cuore,
schegge di te nella mente per vivere solo d'amore...
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    Scritta da: Roberto Strati

    La spiaggia

    Guardavo il mare ed il luccichio dei raggi del sole,
    le onde sembravano portare risate lontane,
    tra i sassolini si muovevano furtivi piccoli granchi,
    mamma gabbiano volava in cerca di cibo.
    Incominciai a lanciare, distrattamente, dei sassolini,
    vidi i cerchi che si facevano spazio tra le onde,
    facendo riaffiorare immagini sepolte nella memoria,
    l'acqua mi parve cambiare colore, diventando cristallina.
    All'improvviso vidi la mamma gabbiano precipitare,
    s'abbattè sulla riva con un tonfo sordo,
    istintivamente le corsi accanto,
    aveva un'ala insanguinata e un pesciolino le cadde dal becco.
    Qualcuno l'aveva colpita, per divertimento, con un sasso,
    mentre tentavo di curarla, mi vennero alla mente i tanti sogni,
    abbattuti in volo dalla malvagità di uomini troppo razionali,
    che non comprendono più il linguaggio del cuore...
    Una mano nodosa si posò sulla mia spalla,
    mo voltai e sprofondai in due occhi di ghiaccio,
    il viso era quello di un vecchio dai bianchi capelli,
    provai un grande calore e tentai di risollevarmi.
    Il vecchio, sorridendomi, m'accarezzò
    ed io vidi tanti piccoli cuori con le ali danzare sulla spiaggia,
    poi un grande arcobaleno sfolgorante si materializzò davanti,
    tanti cavalli alati irruppero galoppando sulla spiaggia.
    I cuori si tramutarono in bambini che si rincorrevano allegri,
    i cavalli li fecero salire in groppa e li vidi volare in alto,
    volevo seguirli, ma restai impietrito,
    perché vidi me stesso bambino cavalcare uno dei cavalli.
    Strinsi forte la mamma gabbiano, che ebbe un sussulto,
    il vecchio la prese tra le sue braccia e si mosse,
    solo allora mi resi conto che anch'io ero tra le sue braccia,
    lui mi tranquillizzò rivolgendomi dolci parole.
    "Stai guardando le anime degli uomini alla ricerca d'amore",
    m'accorsi che ora mamma gabbiano volava felice in alto,
    il vecchio era sparito, in una nube di luce,
    la mia anima mi sorrideva ed il cuore cantava parole d'amore...
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      Scritta da: Roberto Strati

      La partenza

      È tutto pronto, parto,
      sono sulla banchina ad attendere una nave,
      che mi porterà lontano,
      da te e da chi conosce le pagine della mia storia.
      Non so dove si fermerà il mio cuore,
      avevo i tuoi occhi come stelle per orizzontarmi,
      azzurri al mattino, accompagnando i raggi del sole,
      verdi di notte, brillando insieme ai raggi lunari.
      Li custodivo dentro di me, come pietre preziose,
      come luce proveniente da un faro dalle mura trasparenti,
      nulla mi sgomentava e la rabbia si scioglieva in gesti d'amore,
      ora sono spenti, mi ritrovo, solo, naufrago nel mare della vita.
      Goccioline d'acqua e salsedine mi flagellano la faccia,
      ricordo quando eri tu a partire
      ed io ti ero accanto con il mio amore,
      mentre ti perdevi in mezzo a volti sconosciuti.
      La mia anima ti guardava da lontano,
      vigilava su di te,
      avvertendo le tue gioie e le tue tristezze,
      tramutandosi in un refolo di brezza marina per baciarti.
      Avevo avuto l'illusione d'aver sconfitto il Tempo,
      ma la sua clessidra è tornata a correre ed inesorabile lui ride,
      cerco una luce che guidi i miei passi, ora incerti,
      confido in un nuovo cuore che sappia bagnarsi alla riva dell'amore...
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        Scritta da: Roberto Strati

        Una foto nella mente

        Giro per casa,
        in stanze avvolte dalla penombra,
        con solo dei fasci di luce che vi filtrano,
        per dare forma ai miei ricordi, ad immagini lontane.
        Mi soffermo su una cornice vuota,
        illuminata da un cono di luce,
        come si trattasse di un faro da teatro,
        mentre tutto il resto è di un grigio fumo.
        In realtà, non è vuota,
        perché la mia mente vi proietta la figura di una donna,
        che mi ha accompagnato dall'infanzia alla maturità,
        che ha vissuto le mie lacrime, le mie risate, i sogni e le delusioni...
        Occhi profondi e dolcissimi,
        un sorriso da cui farsi accarezzare i sogni,
        un abbraccio teporoso, in cui rifugiarsi
        o chiedere riparo contro le insidie della vita,
        un grande cuore capace solo di donare amore.
        Nei momenti di gioia o di disperazione so che è con me,
        mi basta poco perché la veda, l'abbracci
        ed anche se stringo aria il mio cuore è felice,
        perché è una donna speciale, mia madre...
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          Scritta da: Roberto Strati

          Il Roseto

          Ho sempre adorato passeggiare nel parco,
          giocare con i passerotti che svolazzano tra i rami,
          ammirare l'eleganza regale dei cigni sull'acqua,
          perdermi dietro a bambini che gattonano sull'erba...
          La mia attenzione si posò su una rosa,
          bella e profumata,
          aveva i petali piccoli, d'un rosso acceso,
          con delle spine appuntite abilmente distribuite.
          Diventò per me un appuntamento quotidiano,
          dovevo vederla, assaporare il suo profumo,
          ricordare i gesti che compiva mia madre,
          fermare la luce che si posava su di essa.
          La gente prima si fermava, stupita,
          poi. Vedendomi accarezzare la rosa, mi derideva,
          infine, iniziò ad essere invidiosa dei gesti d'amore,
          con cui la nutrivo e lei cresceva sempre più rigogliosa...
          Un giorno, la trovai distrutta,
          giaceva squarciata, in terra, calpestata,
          i suoi petali sparsi, sembravano tante macchie di sangue,
          uccisa dall'odio degli uomini verso l'amore.
          La mia anima di vetro si frantumò
          ed i suoi pezzi ferirono il mio cuore,
          lacrime calde vergarono il mio volto,
          inzuppando la terra che divenne tutta rossa...
          In quel luogo è nato un roseto,
          vi sono rose di vari colori,
          tutte spruzzate di un caldo rosso carminio,
          il rosso del mio cuore...
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