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Scritta da: ROBERTO POZZI

L'alba del giorno dopo

Un altro compromesso
che sono costretto a digerire
cosa avrò mai fatto di male
in questo mondo maledetto
per dover solo soffrire.
Non voglio ripetermi,
ancora una volta,
con un dolente lamento.
tanto non vuoi mica ascoltare
la mia malinconica storia,
hai già la tua
piena d'angoscia,
comunque!

Anche tu cerchi
un'immediata fuga
dall'invisibile baratro
dei tuoi inconsci pensieri,
speri che la lettura di una poesia
ti dia un minimo valore
al giorno
che ti tocca vivere
per inerzia.

Come per tutti i presenti,
la tua vita segue
lo strano percorso
del moto perpetuo;
ti rimane soltanto
la frustante attesa
del lieto finale
che tarda sempre
ad arrivare!

Non saprei
come aiutarti
se potessi,
di certo lo farei,
vorrei donarti
un reale sollievo
alle tue sofferenze,
ma il male di vivere
mi ha sottratto
tutte le magiche parole,
sparite in quel nulla
della mia anima ferita.

Mi piacerebbe lasciarti
con un saggio consiglio
una sagace riflessione.
o un pensiero speranzoso,

ma mi dispiace,
non ci riesco...

non so cosa altro
potrei aggiungere
a chi come me
soffre in solitudine,
nel silenzio della propria anima,
non sapendo più apprezzare

lo splendore nell'alba
del giorno dopo!
Composta mercoledì 5 marzo 2014
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    Scritta da: ROBERTO POZZI

    Alla fine del film

    Alla fine del film
    si rimane immobili
    scomodi in quella poltrona,
    a interpretare il pungente critico
    dei titoli di coda.

    Una conseguenza della visione,
    uno sfogo personale
    o una ponderata riflessione
    sull'opera cinematografica
    non ne migliorerà la qualità,
    un insensato commento
    potrà però espandere
    la mente degli spettatori
    ma non cambierà
    quel malinconico finale,
    la triste conclusione
    di un disamore
    sarà comunque scritta
    anche con un nuovo copione...

    Il protagonista
    dal cuore spezzato
    guarderà con amarezza
    il vuoto all'orizzonte,
    ben consapevole
    che d'ora in poi
    il nulla esisterà
    dentro la propria anima!
    Composta giovedì 27 febbraio 2014
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      Scritta da: ROBERTO POZZI

      Il punto di svolta

      Un bacio, ebbene sì,
      un semplice bacio di latente passione
      aveva per sempre stravolto
      la mia disorientata esistenza.

      Con gli occhi assai chiusi
      e il sussultante cuore in gola,
      un'inspiegabile attrazione
      mi trascinava alle provocanti labbra
      di un altro inavvicinabile adone

      La misurata e breve fusione
      delle nostre affamate bocche
      poco aveva attenuato.
      l'incomprensibile angoscia
      che mi stava stringendo il cuore.
      e annebbiando la mente.

      Quel dolce e casto bacio
      mi aveva talmente sconvolto,
      non tanto dal sorprendente piacere,
      ma dalla nuova consapevolezza
      di una verità repressa,
      anche oltre la sfera sentimentale.

      Fu il punto di svolta del mio io,
      l'evento cruciale di una vita
      a cui non potevo più ritornare,
      baciando il ragazzo dei miei sogni,
      ero diventato il tipo di uomo
      che non avrei mai osato...
      essere!
      Composta domenica 23 febbraio 2014
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        Scritta da: ROBERTO POZZI

        Il giocattolo rotto

        Un giocattolo abbandonato,
        fra i tanti oggetti dimenticati,
        soffre in rigoroso silenzio
        il suo forzato esilio
        dal mondo dei balocchi.

        Non è stato molto fortunato,
        il suo compagno di giochi,
        pur morso dai motivi affettivi,
        l'ha rinchiuso in un anonimo scatolone
        di un'impolverata soffitta
        in attesa dell'inevitabile fine
        che prima o poi toccherà
        anche a lui!

        La sorte non è stata così clemente
        con il povero orsacchiotto di peluche
        purtroppo egli giace indecente
        nel bel mezzo di un mucchio di rifiuti
        delle poco attraenti isole di quartiere
        dell'ecologica spazzatura.

        A pezzi o tutto intero,
        poca conta,
        il rinnegato balocco
        è ormai diventato un oggetto inutile
        non si è meritato un posto da cariatide
        in qualche oscuro museo,
        è persino ignorato da tutti bambini:
        non è stato nemmeno riciclato
        in qualche casa del terzo mondo.

        L'unico scopo di vita
        a lui rimasto
        è la triste rottamazione,
        soltanto quella metterà fine
        all'interminabile calvario
        del suo triste abbandono.

        Nessuno vuole giocare
        con un giocattolo rotto,
        tutti vogliono uno nuovo,
        sempre più attraente,
        mentre lui è vecchio
        e non più divertente!

        Nessuno si prende la briga di salvarlo
        dal suo inesorabile fato,

        basta un piccolo gesto d'amore

        lo si può aggiustare,

        lo si può salvare,

        qualsiasi giocatolo rovinato
        dal gioco della vita

        può ancora rinascere...

        come il più bello
        di tutti i giocattoli
        del mondo!
        Composta giovedì 20 febbraio 2014
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          Scritta da: ROBERTO POZZI

          Lacrime di passione

          Una goccia dopo l'altra
          continuava a sgorgare dalle mie pupille,
          un altro sfogo dello spirito ferito
          dall'aridità di gelide anime
          che non avevano ancora imparato
          la differenza tra apatia e simpatia.

          L'ultimo scempio era stato perpetrato
          dai cosiddetti "esseri" per cui
          il significato della parola "umano".
          era un sinonimo di debolezza,
          i miei occhi gonfi di malinconia
          si erano finalmente arresi:
          non riuscivano più a trattenere
          le migliaia di gocce
          ormai divenute lacrime
          di un'anima sofferente
          dell'amarezza di ogni giorno....
          l'indifferenza!

          Non mi vergogno più di niente,
          sono orgoglioso di piangere
          come un immaturo bambino,
          certo che soffrire per la fine di una passione,
          la morte della spontaneità dei sentimenti
          decretato dal menefreghismo collettivo,
          è tutt'altro che una consolazione.
          Non c'è alcun senso liberatorio
          nel mio disperato pianto,
          le lacrime non mi restituiranno
          gli istanti di felicità rovinati
          dall'ignobile narcisismo
          della mia patetica razza.

          Mi toccherà pure vivere
          in questo dannato inferno terreste,
          ma neanche il diavolo in persona
          riuscirà a derubare la mia sublime passione
          per il sentimento divino dell'amore...

          l'estasi di amare qualcuno più di se stessi
          rimarrà' per sempre scolpito nell'anima
          come la massima espressione della mia umanità!
          Composta lunedì 17 febbraio 2014
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